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Gli USA e i misteri italiani/ Parte I

Di Redazione ASI 31 Dicembre 2016 – 07:28 2 min di lettura

ItaliaUSA(ASI) L’ambiguo e oneroso, per l’Italia, rapporto con i cosiddetti liberatori di Washington ha origini relativamente recenti, almeno per quanto riguarda l’attuale relazione tra paese dominante e semplice colonia che a causa della sua posizione geopolitica rappresenta però un punto fermo nella strategia militar-imperialista a stelle e strisce.

Correva l’anno 1943 e nel mondo si stava combattendo una guerra che aveva coinvolto praticamente tutti i continenti.

All’inizio dell’anno, quelli che poi passeranno alla storia come i buoni, gli Usa, si stanno preparando ad invadere i cattivi, l’Italia fascista, e, per farlo, iniziano ad intavolare collaborazioni e trattative con la mafia siciliana tramite agenti segreti dello Zio Sam precedentemente infiltrati nell’isola. Grazie a questa perversa alleanza tra bene assoluto, la grande democrazia statunitense, e la piaga che da secoli corrompe l’Italia, la mafia, il 9 luglio dello stesso anno i soldati yankee occupano l’isola. Solo un mese dopo il comando militare statunitense insedia mafiosi e massoni come sindaci nel 90 per cento dei comuni in Sicilia.

Alla fine gli anglo americani vinsero la guerra ed occuparono lo Stivale, anche se la propaganda a senso unico degli ultimi sessanta anni ha ormai trasformato quell’invasione in liberazione.

Il 2 giugno 1946 gli italiani si recano alle urne per eleggere l’Assemblea costituente e la forma che il nuovo stato deve avere: repubblicano o monarchico.

Ovviamente la consultazione popolare si svolge in clima da muro contro muro, da una parte i sostenitori di quella monarchia che senza colpo ferire aveva abbandonato la nazione dopo la resa ed il tradimento dell’8 settembre e chi invece osteggiava apertamente quella famiglia che storicamente aveva sempre iniziato le guerre al fianco di un alleato per finirle puntualmente insieme a quello che all’inizio era stato il nemico.

Al risultato della consultazione sono ovviamente interessati i liberatori con gli Usa che parteggiano per la Repubblica mentre gli inglesi, com’è ovvio, per la monarchia.

Alla fine, tra mille sospetti altrettante ombre e pochissime luci, la spunta per due milioni di voti la Repubblica.

Nel frattempo Usa ed Urss si erano spartite a loro piacimento, ed in modo molto democratico una parte a te una a me, il mondo.

Washington però ha bisogno di puntellare la propria posizione nell’Europa occidentale, specie in Italia e Francia dove sono presenti dei forti partiti comunisti che potrebbero creare problemi. Dopo aver occupato militarmente il Vecchio continente gli Usa decidono di occuparlo anche economicamente e lanciano il Piano Marshall con il quale, di fatto, comprano le nazioni sconfitte con il pretesto di aiutarle nella ricostruzione civile.  

Parte I segue.

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

 

Nota della Redazione

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