(ASI) Abruzzo – Dopo l'intervista al Sindaco di Pescocostanzo (AQ), l'Avv. Roberto Sciullo, sulla chiusura dell'impianto di risalita della stazione sciistica del suggestivo borgo medievale degli Altipiani Maggiori d'Abruzzo, non poteva mancare la replica dell'opposizione, ed in particolare del Consigliere di minoranza, Ing. Francesco Di Pasquale che, intervistato ai nostri microfoni, ha dato un suo contributo.

«Che cosa è accaduto durante il consiglio comunale?»

«Giovedì sera, 28 luglio, si è tenuto il consiglio comunale. Il Sindaco, incurante delle richieste della minoranza , con superficialità e scarso senso civico ha evitato di aggiornare l'OdG per discutere in merito all'annunciato smantellamento dell’impianto sciistico di Pescocostanzo. Ovviamente, come suo solito fare, nelle "Comunicazioni del Sindaco" lo stesso ha provato ad affrontare l'argomento pur senza predisporre preventivamente alcun documento per i Consiglieri di minoranza affinché studiassero le carte per poi trovare una soluzione in sede di Consiglio Comunale. Come poteva aprirsi una discussione degna dell'argomento se l'oggetto da esaminare era noto solo a lui? Siamo in presenza di un Sindaco che non tollera il ruolo di chi il Consigliere Comunale vuole farlo realmente, di chi è consapevole di essere rappresentante del Comune nella sua interezza e nell'interesse della popolazione, anche stando in minoranza.  ».

«Cosa ne pensa del paventato smantellamento dell'impianto?»

«Il Sindaco può credere a cio' che vuole. In merito allo smantellamento dell'impianto siamo convinti che si voglia strumentalizzare la vicenda per spingere i cittadini, le attività economiche locali e gli amministratori a fare pressioni in Regione. Se si agisce in modo corretto e si dimostra di avere competenza imprenditoriale si va avanti, altrimenti meglio lasciare il posto ad altri per il bene dell'economia locale.
Il Sindaco c'era alla kermesse mediatica nella cerimonia della sottoscrizione del Masterplan con Renzi e D'Alfonzo nel maggio scorso: troppo distratto per vedere che nel Masterplan non c'era e non c'è Pescocostanzo. E soprattutto non può dire di non poter rispondere alle vostre domande perché sono fatti accaduti cinque o sei anni fa oppure che sa soltanto che a Pescocostanzo quei soldi non sono arrivati. Lui è stato Consigliere di minoranza dal 2004 al 2015 ed un Sindaco che ha ricoperto tale ruolo per molti anni non può presentarsi in Comune e dire che non sa com’è la situazione. Addirittura dice di non conoscere quale è stato l'iter che ha portato alla revoca del finanziamento ed accusa la Regione. Questo si che è grave!! ».

«Qual è la posizione di voi dell’opposizione su questa vicenda?»

«Innanzitutto se gli impianti di Pescocostanzo non possono più usufruire del finanziamento (legge 140 del ’99) è perché i lavori non sono stati eseguiti da parte della società Vallefura nei termini previsti dal bando e la responsabilità è principalmente della società stessa che oggi minaccia lo smantellamento incurante della Convenzione per l'esercizio degli impianti sottoscritta con il Comune.  La stazione sciistica ha bisogno di essere rilanciata: da parte dei gestori serve competenza, professionalità e rispetto delle regole, ma abbiamo altresì bisogno di un'amministrazione che sappia assumersi le proprie responsabilità nell'interesse di un importante settore dell'economia locale».

«Che cosa avrebbe dovuto fare dunque la società Vallefura per avere i finanziamenti promessi?»

«Cito ora per sommi capi quanto riporta il bollettino ufficiale della Regione Abruzzo dell’anno 2007: “Premesso che la seggiovia Vallefura ha presentato richiesta di accesso ai contributi per la sostituzione di due impianti, premesso che la Regione Abruzzo con delibera di giunta regionale del 26/11/2002  ha approvato la graduatoria delle istanze di accesso ai benefici e che nella graduatoria approvata essa era utilmente inserita al quinto posto con un contributo complessivo di un milione di euro circa, i lavori sarebbero dovuti essere ultimati entro ventiquattro mesi dalla loro notifica”. Con nota del 5 luglio 2004 la seggiovia Vallefura ha chiesto una proroga di due anni che gli è stata concessa fino al 2006. Poiché da parte della società non sono pervenute richieste di approvazione del progetto dell’impianto o comunicazioni rassicuranti circa la disponibilità dei suoli interessati, la Regione ha sollecitato la società a fornire notizie in merito il 16 dicembre 2005, considerato che l’inutilizzo delle risorse assegnate avrebbe penalizzato altre richieste, come quella di Mammarosa di Passolanciano. Con nota del 1 dicembre 2006 la seggiovia ha chiesto una ulteriore proroga e solo quindici giorni dopo, a bando scaduto, ha ottenuto l’approvazione del Comune per l’utilizzo dei suoli di proprietà comunale, ragion per cui il finanziamento non è stato più concesso».

«Secondo lei gli impianti rischiano realmente di chiudere? Ho parlato con alcuni commercianti che non sono preoccupati perché ritengono che il comprensorio di Pescocostanzo lavori anche con Roccaraso…»

«Non credo che si arrivi alla chiusura, almeno ce lo auguriamo.  Come le ho già detto la vicenda sembra più una provocazione per ottenere sostegno dall'amministrazione e dalle attività economiche locali. Bisogna però prestare più attenzione a questo piccola ma affascinante stazione sciistica da parte di gestori ed amministratori locali.  Il turista che viene a sciare a Pescocostanzo è diverso da quello che va a Roccaraso…qui vengono più le famiglie con bambini e raramente gli sciatori esperti. Un impianto come il nostro in cui le piste affacciano su un meraviglioso centro storico non si vede spesso se non a Cortina, è una rarità.  Non credo che l'eventuale chiusura degli impianti non desti alcuna preoccupazione ai commercianti di Pescocostanzo anche se , come dice anche Lei, lavoriamo molto anche con i turisti che affollano le piste di Roccaraso, ma questo non deve assolutamente essere un motivo per trascurare la vicenda».

Cristiano Vignali – Agenzia Stampa Italia

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