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Speciale

Papa Francesco: "Niente elemosina ai lavoratori ma giustizia".

Di Redazione ASI 9 Novembre 2015 – 12:00 2 min di lettura

(ASI) 7 novembre 2015 Piazza San Pietro. Papa Francesco si rivolge al direttore, ai dirigenti ed al personale tutto dell’INPS, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale che, in Italia, è preposto alla tutela dei lavoratori sotto molteplici aspetti:pensione, invalidità, disoccupazione, bonus famiglia etc.

Il Pontefice va subito al punto e inizia criticando il modello economico che “macina risorse per ottenere profitti sempre maggiori”, anche in dispregio della dignità delle persone. Continua indicando all’Inps quelle che, per lui, sono le priorità da non trascurare: tutelare i lavoratori ed il loro riposo, custodire la maternità ed il lavoro femminile, garantire il diritto e l’accesso alla pensione. Il Santo Padre ha sottolineato come il riposo non sia una semplice astensione dalla fatica quotidiana. Secondo lui il lavoratore, grazie alle ferie, ai giorni festivi ed alla pensione può vivere in modo più approfondito la sua umanità, aperta all’incontro vivo con Dio e con gli altri. Il Pontefice sembra ricordare ai suoi ascoltatori l’importanza del tempo sia nelle occupazione lavorative sia in quelle ricreative. In diversi momenti del suo pontificato, Francesco ha esaltato la santità del lavoro senza mai trascurare la santità del riposo, inteso come approfondimento di altri aspetti del cammino dell’uomo verso Dio e verso i suoi simili. Riposare, secondo la dottrina cristiana, vuol dire riflettere sui doni che il Signore ci ha concesso, diventare consapevoli che nulla nella nostra vita è scontato, guardarsi indietro e gioire del cammino fatto. Ma tutto questo è possibile se il lavoratore non è oppresso dai bisogni materiali, se gli vengono garantiti quei diritti che gli consentono un’esistenza dignitosa. Ecco perché Papa Francesco si è scagliato contro il lavoro nero, definendolo “vergognoso” in quanto non garantisce e non permette di garantire i diritti fondamentali del lavoratore. Il lavoro nero significa assenza di maternità, pensione, invalidità, ed ogni tutela anche minima. È questo il frutto di un’economia che non rispetta le esigenze dell’uomo ma che si preoccupa soltanto di massimizzare i profitti trattando gli esseri umani come ingranaggi che macinano risorse per ottenere utili sempre maggiori. Ecco perché il Pontefice invita a lavorare per chi lavora, collegando il vero riposo soltanto al vero lavoro. “Quando un uomo è sicuro di avere un lavoro, solo allora può riposare. Ma mette in guardia: non si tratta di un’opera di solidarietà ma di un’opera di giustizia e di sussidiarietà.  Niente elemosina ai lavoratori quando si tratta di diritti, ma semplicemente dare ciò che loro spetta.

Ilaria Delicati - Agenzia Stampa Italia

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