Costruire l'Unione Economica Eurasiatica sul Consenso, il Rispetto Reciproco e il Mutuo Vantaggio

(ASI) Il Kazakhstan è stato uno dei principali artefici dell'integrazione eurasiatica. L'idea e la necessità di creare l'Unione Eurasiatica fu in origine espressa dal Presidente del nostro Paese, Nursultan Nazarbayev, nel 1994.

In un discorso all'Università Statale di Mosca “Lomonosov”, il leader kazako fece diretto appello all'elite intellettuale della Comunità degli Stati Indipendenti affinché si allontanasse dallo “stupore” del processo di integrazione multilaterale che si era fermato nei due anni successivi alla fondazione della CSI. Nursultan Nazarbayev disse al pubblico: “La CSI non accoglie i requisiti oggettivi del nostro tempo e non insegue l'integrazione dei Paesi membri, che resta una necessità urgente per le nostre nazioni. Inoltre, c'è bisogno di una nuova associazione interstatale, che dovrebbe operare sulla base di precisi principi”.

Senza negare l'importanza dei fattori culturali e di civiltà, il nostro Presidente ha proposto un processo di integrazione fondato anzitutto sul pragmatismo economico. “L'interesse economico, piuttosto che idee e slogan geopolitici astratti, è il principale motore dei processi di integrazione”, aggiunse più avanti.

Questa iniziativa è servita come stimolo per l'integrazione nell'alveo della CSI. Dopo venti anni, essa ha aiutato a guidare la creazione di una serie di strutture intergovernative di successo, tra cui la Comunità Economica Eurasiatica, l'Unione Doganale e lo Spazio Economico Comune tra Bielorussia, Kazakhstan e Russia.

La prima fase dell'integrazione economica fu la creazione di un'area di libero scambio. Ricoprì ben due decadi al fine di ricercare l'accordo sulla base di un documento multilaterale internazionale capace di stabilire una zona commerciale nella CSI. E fu soltanto nel 2011 che otto dei Paesi della CSI raggiunsero questo accordo.

La seconda fase dell'integrazione economica fu la creazione dell'Unione Doganale. La decisione di intraprendere questo percorso fu presa durante un vertice informale tra i Paesi membri dell'EurAsEC nel 2006, ma fu soltanto il primo gennaio 2010 che l'Unione Doganale dei tre Paesi membri dell'EurAsEC – la Repubblica di Bielorussia, la Repubblica del Kazakhstan e la Federazione Russa – divenne realtà. Il 6 luglio 2010 il Codice Doganale dell'Unione entrò in vigore. Il primo luglio 2011, i confini doganali interni tra i tre Paesi furono abbattuti. Gli Stati membri dell'Unione Doganale cominciarono a cooperare più strettamente, e si registrò un aumento significativo nell'interscambio commerciale così come un miglioramento negli indicatori dello sviluppo economico.

Nel 2013, nonostante la crescente turbolenza in atto nel sistema economico globale, lo scambio commerciale tra i tre Paesi è aumentato, raggiungendo 64,1 miliardi di dollari. La struttura del commercio bilaterale è poi cambiata con la quota scomparsa nelle operazioni di export-import di materie prime, mentre il volume dei prodotti tecnologici di alto valore è cresciuto.

La strutturazione di un unico territorio doganale ha creato un unico mercato per i beni, dove non ci sono barriere tariffarie o non-tariffarie. Questo ha consentito ai prodotti kazaki di accedere ad un mercato più esteso. La fondazione di joint venture e cooperative si è intensificata, nuovi posti di lavoro sono stati creati, e la gamma dei prodotti sociali si è allargata.

Le condizioni di investimento sono inoltre migliorate notevolmente. I membri dell'Unione Doganale hanno visto un avanzamento di posizione nell'Indice 'Ease of Doing Business' della Banca Mondiale. Il primo gennaio 2012 la Repubblica di Bielorussia, la Repubblica del Kazakhstan e la Federazione Russa sono entrate in una nuova, terza fase di integrazione: lo Spazio Economico Comune (SEC). Il SEC è fondato su 17 accordi internazionali, sviluppati e adottati dagli Stati membri nel 2010, tutti entrati in vigore il primo gennaio 2012.

La libera circolazione dei beni, dei servizi, dei capitali e del lavoro all'interno dell'unico spazio economico genera un potenziale importante per le economie degli Stati membri. Per il volume d'investimento kazako, la costruzione del SEC ha consentito di ridurre i costi delle transazioni e, perciò, di liberare il capitale circolante da investire nello sviluppo.

Dal primo gennaio 2014, gli Stati del SEC hanno anche introdotto modifiche nei rispettivi regimi legislativi nazionali che hanno permesso ai fornitori kazaki di partecipare alle gare d'appalto statali e municipali in Russia e in Bielorussia, alla pari con gli investitori locali.

Una delle più importanti funzioni del SEC è la cooperazione industriale e lo sviluppo dei complessi agro-industriali. L'accordo concettuale per la cooperazione industriale fu concluso nel maggio 2013, generando un ambiente favorevole ad una collaborazione industriale più intensa e al coordinamento delle politiche industriali nazionali.

Anche le istituzioni finanziarie internazionali hanno elogiato l'efficacia dell'Unione Doganale e dello Spazio Economico Comune. Ad esempio, il 'Transition Report 2012' della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha descritto la formazione dell'Unione Doganale e dello Spazio Economico Comune come il primo esempio di successo di integrazione regionale nella regione post-sovietica. 

All'alba del lancio del SEC nel novembre 2011, i presidenti della Repubblica di Bielorussia, della Repubblica del Kazakhstan e della Federazione Russa hanno firmato una dichiarazione sull'integrazione economica eurasiatica. La dichiarazione ha espresso la ferma convinzione che una più spinta integrazione servirebbe gli interessi di tutti gli Stati membri, aiutando la risoluzione dei problemi comuni, migliorando lo stato sociale e la qualità della vita per i cittadini, facilitando lo sviluppo socio-economico sostenibile, accelerando la modernizzazione e rafforzando la competitività di ogni nazione nell'economia globale.

I presidenti dei tre Paesi hanno evidenziato l'ambizione di avviarsi verso una nuova fase di integrazione fondata sui principi del diritto internazionale, incluso il rispetto per la sovranità e l'uguaglianza degli Stati, l'approvazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, lo stato di diritto e l'economia di mercato. La fase successiva nell'integrazione aiuterà a realizzare il pieno potenziale dell'Unione Doganale e dello Spazio Economico Comune, rafforzando e migliorando l'intelaiatura giuridica, le istituzioni e la cooperazione pratica nelle seguenti aree:

-        Assicurare un funzionamento efficace del mercato comune per quanto riguarda beni, servizi, capitali e lavoro;

-        Definire una politica coerente nei settori dell'industria, dei trasporti, dell'energia e dell'agricoltura e un'approfondita cooperazione industriale che comprenda la possibile creazione di corporation transnazionali.

I leader dei tre Paesi hanno presentato l'obiettivo di completare la codificazione dei trattati internazionali riguardanti la struttura giuridica dell'Unione Doganale e dello Spazio Economico Comune, e su tali basi di creare un'Unione Economica Eurasiatica, a partire dal primo gennaio 2015. Raggiungere questo traguardo richiede un accordo su una serie di questioni, tra cui:

-        Una politica sostenibile in ambito macroeconomico, fiscale e di competizione industriale;

-        Riforme strutturali nei mercati del lavoro, nel capitale, nei beni e nei servizi;

-        Reti eurasiatiche nei settori dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni.

I capi di Stato dei tre Paesi hanno inoltre notato che altri Stati, i quali condividono gli obiettivi e i principi dell'Unione e sono già pronti ad accoglierli, potrebbero aderire all'organizzazione in qualsiasi fase del processo integrativo.

Quali sono le prospettive e i vantaggi dell'Unione Economica Eurasiatica?

In primo luogo, non stiamo parlando della ricostruzione dell'Unione Sovietica in qualunque forma. Sarebbe ingenuo tentare di restaurare o copiare qualcosa che già è esistito in passato. Tuttavia, una stretta integrazione sulla base dei nostri nuovi valori economici rappresenta un imperativo.

Gli Stati membri del SEC possono fornire un modello per un'unione potente, capace di diventare una delle forze economiche del mondo moderno e di agire come un efficace ponte di collegamento tra l'Europa e la dinamica regione Asia-Pacifico. L'accumulazione di risorse naturali, capitali e alto potenziale umano permetteranno all'Unione Economica Eurasiatica di essere competitiva nell'odierno panorama economico internazionale. Ci consentirà di dire la nostra per quanto riguarda gli investimenti in settori altamente competitivi quali l'industria e la tecnologia e per quanto riguarda la produzione di beni aggiunti di alto valore.

Tutto ciò darà luogo anche ad un poderoso volano per lavorare al fianco di altri attori-chiave internazionali e altre strutture regionali, quali l'Unione Europea, gli Stati Uniti, la Cina e l'APEC, per garantire la sostenibilità dello sviluppo globale.

In secondo luogo, l'Unione Economica Eurasiatica funzionerà come organizzazione-pilota per altri processi di integrazione. Vale a dire che l'Unione sarà composta attraverso la miscela di strutture esistenti – l'Unione Doganale e lo Spazio Economico Comune – semplificando il processo di governabilità.

In terzo luogo, l'Unione Economica Eurasiatica è un progetto aperto: i partecipanti guardano con favore all'accesso nell'Unione di altri partner e alla stretta cooperazione con altre organizzazioni esistenti, come ad esempio l'Unione Europea. Oggi il Kazakhstan è sulla via di uno sviluppo innovativo ed industriale accelerato. Una nuova struttura composta da moderne forze produttive sta per essere creata, dando origine alle solide fondamenta di un futuro basato su un'economia di innovazione. Inoltre, è doveroso che l'Unione Economica Eurasiatica diventi un ambiente di rinnovamento che generi importanti svolte nel campo tecnologico.

Nel corso della creazione dell'Unione Economica Eurasiatica, è essenziale sviluppare una struttura giuridica che assicuri un processo di libera e trasparente integrazione, il quale a sua volta favorisca lo sviluppo economico reciproco e concreto degli Stati membri e meglio promuova l'immagine dei nostri rispettivi Paesi nell'economia globale.

Il principio del consenso e la sua applicazione pratica nel processo decisionale a tutti i livelli, così come l'inammissibilità dell'integrazione politica, non sono condizioni negoziabili.

L'Unione può diventare forte e stabile solo se gli interessi di tutti gli Stati sono presi in considerazione, e se tutti gli Stati si assumono eguali responsabilità nel quadro dello sviluppo economico.

Allo stesso tempo, come più volte sostenuto dal Presidente Nazarbayev, l'economia è l'unica ragione per un'accresciuta integrazione. L'integrazione deve procedere molto attentamente, poggiando sui principi del mutuo vantaggio, dell'uguaglianza, del gradualismo e del pragmatismo evolutivi, della fattibilità, della sovranità politica e dell'inviolabilità degli Stati membri. Nel maggio 2014, il Kazakhstan, la Russia e la Bielorussia hanno pianificato di adottare il trattato sull'Unione Economica Eurasiatica e lavoreranno assieme per costruire una nuova realtà. E mentre l'Unione promette di portare grandi benefici alle nostre rispettive economie, non dovrebbe esservi alcun dubbio che il Kazakhstan, la Russia e la Bielorussia restino Stati indipendenti con i loro propri interessi nazionali.

Samat Ordabayev (Viceministro degli Affari Esteri della Repubblica del Kazakhstan)

Traduzione a cura di Andrea Fais

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