(ASI)Dibattiti - Primo punto da chiarire. L'autore di questo articolo non si sogna nemmeno lontanamente di dare del menzognero al capo spirituale dei cattolici del mondo e ribadisce il pieno rispetto per questa personalità come segno di civiltà e cultura. Per annullare qualsiasi sospetto in questo senso viene ribadito come premessa il massimo rispetto alla religione ed al credo cristiano ed alla Chiesa.

Però è pur sempre lecito riflettere. Almeno l'Islam ed il Corano invitano a farlo sempre, anche sulle cose più sacre e ritengono priva di valore una fede che non sia accompagnata dalla ragione.

 

Quindi riteniamo sia lecito domandarsi se tranne l'età avanzata, elemento che nessuno vuole mettere in dubbio, ci sia stato qualche altro elemento che abbia spinto Papa Ratzinger a dimettersi; le dimissioni di un Papa nella storia, almeno contemporanea, del Vaticano, non appaiono tanto consuete.

Una realtà che ha caratterizzato sicuramente la vita della Chiesa dal 2005 in poi, è stato il moltiplicarsi dei casi scoperti di pedofilia del clero. Un problema sulla quale Ratzinger ha mostrato di voler andare fino in fondo a costo di non dare una idea tanto nitida della Chiesa. Molti sono stati i casi, e soprattutto è stato considerevole il suo sforzo per affrontare la realtà. Lui stesso è stato accusato per via di alcuni casi scoperti a Ratisbona.

Altro caso particolare è stato quello del "corvo", il suo maggiordomo che aveva agevolato una fuga di notizie.

Nel rapporto con lo Stato italiano c'è stata ad un certo punto la polemica sollevata da tanti cittadini italiani che in tempo di crisi contestavano l'esenzione dalle tasse concessa alla Chiesa da Mario Monti.

Ed infine ci è stato, circa una settimana fa, e cioè agli inizi del Febbraio 2013, il discorso del Monsignor Paglia, Ministro Vaticano per la Famiglia, che ha come hanno scritto i quotidiani italiani, ha espresso aperture senza precedenti verso le coppie dello stesso sesso: "sì al riconoscimento dei diritti per le coppie di fatto e omosessuali secondo il Codice civile", aveva detto. Per fugare ogni sorta di equivoco, Paglia aveva anche chiarito dicendo che il "no" della Chiesa alle nozze gay "non è un fatto religioso", ma un qualcosa che riguarda la Costituzione italiana.

Ciò mentre il 14 Dicembre scorso, lo stesso Ratzinger, si era espresso chiaramente e nettamente contro ricordando che " i tentativi di rendere le nozze tra un uomo e una donna giuridicamente equivalenti a forme radicalmente diverse di unione sono un'offesa contro la verità della persona umana e una ferita grave inflitta alla giustizia ed alla pace".

In altre parole il no del Papa aveva invece un aspetto decisamente religioso e non certo dovuto alla Costituzione italiana.

Ci sono allora due diversi modi di vedere la questione all'interno della Chiesa?

È dunque vero che nella Chiesa ci sarebbero i cosiddetti "tradizionalisti" di cui Ratzinger faceva sicuramente parte e i cosiddetti "modernisti"?

La crisi "morale" che ha coinvolto la Chiesa con l'incubo della pedofilia ora si sta palesando pure in un altro modo?

Il Cattolicesimo, che secondo gli stessi pensatori cristiani negli ultimi anni ha subito colpi considerevoli, questa volta sarebbe dinanzi ad un pericolo davvero mortale.

L'unica cosa che si può dire adesso è che l'augurio sincero è che la decisione del Papa sia dovuta solo ed unicamente a questioni di salute.

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