(ASI) Roma “Ridurre gli sprechi è un dovere di ogni amministrazione pubblica. Ma una spending review non si misura soltanto dall’entità dei risparmi dichiarati: si misura soprattutto dalla loro qualità e dai loro effetti sull’economia reale e sui servizi ai cittadini.
Il Ministero dell’Economia rivendica 3,1 miliardi di euro di risparmi e il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2025 attraverso 219 misure. È un dato che merita un approfondimento. Per questo chiediamo al Governo di pubblicare una rendicontazione analitica che consenta di comprendere quali misure abbiano prodotto risparmi strutturali derivanti da una maggiore efficienza amministrativa e quali, invece, abbiano comportato riduzioni o rinvii di programmi di spesa. È fondamentale conoscere l’impatto concreto delle singole misure sui bilanci delle amministrazioni, distinguendo i risparmi ottenuti grazie alla digitalizzazione, alla semplificazione e alla razionalizzazione dei processi da quelli derivanti dalla riduzione di investimenti o di altri interventi pubblici. Non si può confondere una vera spending review con i tagli alla spesa resi necessari dal nuovo Patto di stabilità europeo, che abbiamo contestato fin dall’inizio proprio perché avrebbe imposto all’Italia una pesante correzione dei conti pubblici. Anche per questo è indispensabile che il Governo chiarisca nel dettaglio la natura dei risparmi conseguiti, distinguendo ciò che deriva da una reale eliminazione degli sprechi da ciò che, invece, è riconducibile alla riduzione o al rinvio della spesa pubblica. La qualità della spesa pubblica è importante quanto la sua quantità. Una spending review efficace deve liberare risorse per rafforzare gli investimenti strategici, la sanità, la scuola, la ricerca, il lavoro, il sostegno alle imprese e alle famiglie, non limitarsi a conseguire obiettivi contabili lontani dalle necessità del Paese. Per questo chiediamo al Governo la massima trasparenza sull’attuazione delle 219 misure, affinché il Parlamento e i cittadini possano valutarne gli effetti economici e sociali e verificare che i risparmi dichiarati siano il frutto di una maggiore efficienza dello Stato e non di una riduzione della capacità pubblica di sostenere la crescita, gli investimenti e lo Stato sociale del Paese.” Lo dichiara in una nota il Vicepresidente delegato alle Politiche Economiche e Fiscali del M5S Mario Turco.




