(ASI) Roma – Si infiamma lo scontro politico intorno alla gestione dell'emergenza sanitaria e ai lavori della Commissione d'inchiesta sul Covid. Un durissimo botta e risposta tra il Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia ha riacceso i riflettori sui contenziosi legati alle forniture di mascherine del 2020, trasformando la vicenda in una vera e propria trincea politica tra accuse di "vicende torbide" da un lato e repliche sui "danni erariali" dall'altro.
M5S all'attacco: «La maggioranza spieghi il caso Cirielli-Bianchi»
Ad aprire il fuoco è Alfonso Colucci, capogruppo del M5S nella Commissione d'inchiesta, che respinge con forza le pressioni sul Presidente Giuseppe Conte e sposta l'attenzione su una recente transazione finanziaria dello Stato.
"Il tempo è galantuomo", dichiara Colucci. "Noi lo diciamo da tempo che non abbiamo alcuna paura del plotone di esecuzione che la commissione covid ha messo in piedi contro il Presidente Conte. È invece la maggioranza che deve spiegare agli italiani il coinvolgimento del viceministro Cirielli nella transazione di 100 milioni di euro a favore del principale accusatore di Conte, Bianchi, e sponsor del partito di Giorgia Meloni".
Colucci incalza il centrodestra, parlando di un silenzio assordante da parte di chi, fino a ieri, attaccava i Cinque Stelle: "Dove sono ora gli esponenti di maggioranza che fino a ieri erano megafono di menzogne e falsità? Perché ora non dicono niente su questa vicenda a dir poco torbida?".
La replica di FdI: «Fatti duecento milioni di danni, il Governo Meloni ha risparmiato»
La risposta di Fratelli d'Italia non si è fatta attendere ed è arrivata per bocca del dirigente nazionale Lino Ricchiuti, che rispedisce le accuse al mittente, definendo le critiche del M5S un tentativo di nascondere i fallimenti della passata gestione emergenziale guidata da Domenico Arcuri.
Ricchiuti ricostruisce la cronologia dei fatti legati al contenzioso con la società JC Electronics:
- Nel 2020: La struttura commissariale del Governo Conte risolve il contratto per le mascherine.
- Nel novembre 2024: Il Tribunale di Roma condanna lo Stato a un risarcimento che, tra interessi e rivalutazione, supera i 250 milioni di euro.
- Il 31 ottobre 2025: L'Avvocatura dello Stato firma una transazione di poco superiore ai 100 milioni di euro, chiudendo la partita.
"È la prova documentata di una gestione dell'emergenza sanitaria fatta di errori pagati oggi dai contribuenti italiani", attacca Ricchiuti. "Di fronte a questa situazione il Governo Meloni ha scelto la strada della responsabilità. Anziché attendere l'esito di un appello col rischio di veder confermata l'intera cifra, l'Avvocatura dello Stato ha negoziato un risparmio stimato in oltre 130 milioni di euro".
Il nodo della Commissione Covid
Ricchiuti smonta inoltre l'ipotesi di un presunto scambio tra la transazione economica e le testimonianze rese davanti alla Commissione d'inchiesta:
"Chi insinua un presunto scambio dimentica volutamente la cronologia dei fatti. Costruire teoremi su una presunta ricompensa significa ancora una volta distogliere l'attenzione dalla vera responsabilità politica, che porta la firma della gestione Conte. Il M5S e Giuseppe Conte dovrebbero avere il pudore di chiedere scusa agli italiani".
Il dirigente di FdI conclude ribadendo la piena fiducia nell'operato dell'esecutivo e del ministro della Salute Orazio Schillaci, invitando la sinistra a spiegare perché, nel 2020, sia stato generato un contenzioso così oneroso per le casse pubbliche.
*immagine generata con Intelligenza Artificiale Gemini di Google.




