(ASI) Roma -M “E’ arrivato il momento che qualcuno spieghi a Giorgia Meloni come funzionano spread e borsa. Nell’indirizzo di saluto all’assemblea di Federmanager, il Presidente del consiglio ha provato a vendere un’immagine di Paese in cui, testuale, ‘i principali indicatori macroeconomici restituiscono la fotografia di un’Italia più solida e stabile’.
Ora, lasciamo stare il fatto che si fa fatica a trattenere l’ilarità, visto che l’Italia viene da tre anni di crescita zero, è terzultima in Europa, ultima nel G20 e zavorrata da tre anni consecutivi di calo della produzione industriale. Ma tra gli indicatori di queste non meglio precisate ‘stabilità’ e ‘credibilità’, Meloni mette la riduzione dello spread e l’aumento della borsa. Sullo spread, purtroppo, la premier è gravemente recidiva. Il Parlamento, infatti, ha già dovuto ascoltare lo strafalcione secondo il quale lo spread sotto i 100 punti significa che i titoli di Stato italiani sono più sicuri di quelli tedeschi, ovvero il parametro di riferimento europeo. Un errore da matita blu, in quanto addirittura argomentato. Oggi Meloni torna a magnificare la diminuzione dello spread italiano come prova dei suoi successi e come se lei avesse avuto qualche ruolo in questa flessione: anche le pietre sanno che non è così, visto che tutti gli spread europei sono scesi rispetto ai rendimenti del bund tedesco. E quello italiano, nonostante sia sceso, è tra i peggiori d’Europa, per l’esattezza il terzo peggior spread dietro a Ungheria e Repubblica ceca. Quanto all’andamento della borsa, altra coccarda che Meloni si appunta sulla giacca molto spesso, qualcuno faccia vedere al Presidente del consiglio il grafico del Ftse Italia banche, l’indice del settore bancario dominante a Piazza Affari, che negli ultimi due anni ha fatto segnare oltre il +100%. Insomma, sono state principalmente banche e finanza, trattate coi guanti di velluto dal Governo, a determinare l’incremento del listino. Non proprio tendenze che riguardano l’economia reale, il lavoratore che vorrebbe recuperare un minimo di potere d’acquisto, l’azienda che vorrebbe fare investimenti ma non ci riesce”. Lo comunica in una nota il senatore Stefano Patuanelli, vicepresidente del M5S.



