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Politica Nazionale

Le alleanze militari e le ipocrisie politiche

Di Fortunato Vinci 30 Giugno 2026 – 07:13 3 min di lettura

(ASI) Tensioni per l’utilizzo delle basi Nato. È uno dei titoli dei giornali di questi giorni. Le polemiche sono esplose quando Mark Rutte, segretario generale della Nato, ha detto, per confermare che ci sia stato il contributo dell’Europa, nell’azione militare statunitense Epic Fury, che migliaia di voli (per l’Iran)sono partiti appunto dalle basi che si trovano in Europa e quindi anche dall’Italia.

“500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione”. Ed è successo il finimondo, con le proteste da tutte le parti con il solito richiamo all’art.11 della Costituzione. “L’Italia ripudia la guerra come strumenti di offesa alla libertà dei popoli…”. Giorgia Meloni e il ministro della Difesa,Guido Crosetto hanno precisato che “l’Italia ha sempre operato nel rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale”. La questione andrebbe affrontata con sano realismo, dopo aver risposto a questa impegnativa domanda: a noi italiani serve starenell’Alleanza Atlantica ed avere la copertura Nato? E se la risposta è positiva, ne sorge un’altra: è necessario avere le basi Nato in Italia, paese strategico sullo scacchiere geopolitico? Se la riposta è no, è ovvio che, assumendosi tutte le responsabilità e le conseguenze del caso, bisogna non aderire all’Alleanza, di cui siamo tra i fondatori, e chiudere le basi che ci sono sul territorio italiano. Dovendo, però, immediatamente dopo, con altrettanta consapevolezza, chiedere di spiegare come sia possibile proteggere il nostro paese da eventuali, possibili attacchi. Remoti certo, ma che non possono escludersi, in assoluto e preventivamente, in maniera categorica, per sempre. Ma è proprio la Costituzione che ci indica la strada da seguire quando nella seconda parte di quel famoso art. 11, richiamato più spesso a sproposito,dice “in condizioni di parità con gli altri Stati, si è propensi alle limitazioni di sovranità necessarie da un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte atale scopo”. Èperaltro evidente che la difesa del nostro Paese è stato sempre in cima ai pensieri dei nostri padri costituenti, e non sarebbe stato possibile il contrario considerato che in trent’anni avevano visto due guerre disastrose e devastanti: la prima e la seconda guerra mondiale. E non è un caso che abbiano ribadito un concetto che sfugge ai più, anche se lo hanno ribadito in maniera solenne nell’art. 52:“La difesa della patria è sacro dovere del cittadino”. Dunque aderire all’Alleanza Atlantica, e quindi alla Nato, è perfettamente in linea con la Costituzione, sarebbe incostituzionale il contrario.A molti sfugge questo, che non è un banale dettaglio. Ma della Nato, e soprattutto degli Stati Uniti che dentro l’Alleanza fanno ancora, nonostante le disdette grottesche di Donald Trump, il bello e il cattivo tempo, è tutto impeccabile e da condividere? Certo che no, ma qual è l’alternativa? Conviene uscire?Chiudere e bloccare i voli da Sigonella e dalle altre basi militari che ci sono in Italia? Mi sembra una ipotesi grave e del tutto inopportuna.Almeno per due ragioni. Intanto perché uscire dall’Alleanza significa rimanere soli a difendere la Patria, cosa che più volte è stato spiegato essere impossibile, e poi perché il concetto base che ha suggerito, a suo tempo, la nascita dell’Alleanza, già nel 1949, è “la difesa collettiva”, attualmente di 31 Stati. Succede pure che arei militari arrivano e partono con munizioni, ma sarebbe demenziale pensare diversamente, trattandosi di basi militari. Se poi servono per operazioni che non sono state previste dai trattati, come è possibile sia successo con i 500 aerei impiegati in Iran,come rivelato da Rutte, anche se poi c’è stata una netta smentita, è giusto e doveroso protestare, ma sapendo, con saggio realismo, che sono lagnanzedel tutto inutili, tanto per dare qualche apparente soddisfazione agli ipocriti,incapaci lillipuziani  della politica. 

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

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