(ASI) Roma - “Dal 1° luglio le bollette dell’energia elettrica aumenteranno del 4,6% per circa 3 milioni di clienti vulnerabili serviti in ‘maggior tutela’, così come comunicato nei giorni scorsi da Arera.
Ancora una volta saranno anziani, famiglie in difficoltà e cittadini più fragili a pagare il prezzo di una politica energetica ed economica che, dopo quasi quattro anni di Governo Meloni, si è dimostrata del tutto insufficiente e unicamente orientata ai tagli e all’aumento delle tasse. Non a caso siamo di fronte al record della pressione fiscale negli ultimi 10 anni. I decreti bollette si sono rivelati interventi temporanei, ‘decretini’ incapaci di affrontare le cause strutturali del caro energia. Alle promesse di ridurre il costo delle bollette non sono seguiti provvedimenti strutturali in grado di garantire prezzi più bassi e stabili per famiglie e imprese. Per questo chiediamo al Governo di approvare la proposta di legge del M5S, già depositata in Senato, che prevede il trasferimento degli oneri generali di sistema e della relativa componente fiscale dalla bolletta alla fiscalità generale, anche consentendo la loro detraibilità, alleggerendo così il peso che grava sui consumatori. Allo stesso tempo, è necessario promuovere una profonda riforma del mercato elettrico, sostenendo il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, affinché il costo dell’elettricità rifletta realmente il crescente contributo delle fonti rinnovabili e non continui a essere trascinato verso l’alto dalle quotazioni del gas. Non servono più bonus una tantum né decreti tampone. Servono riforme strutturali che restituiscano competitività al sistema produttivo e tutelino il potere d’acquisto delle famiglie. Il Governo smetta di rincorrere le emergenze e dia finalmente risposte concrete agli italiani”. Lo comunica in una nota il vicepresidente del M5S, Mario Turco, responsabile della Politica economica e fiscale del M5S.




