(ASI) Roma - Confagricoltura Lazio esprime apprezzamento per lo sforzo profuso dalle istituzioni nazionali che ha portato al raggiungimento, presso il Ministero, dell’accordo sul prezzo del latte per il periodo luglio-dicembre 2026.
Tuttavia, per il Lazio, il prezzo individuato non soddisfa pienamente la nostra Associazione, poiché nell’accordo non viene citato in alcun modo il differenziale di costo esistente tra la produzione alla stalla nelle regioni del Nord e quella del Centro Italia, dove i costi sostenuti dagli allevatori risultano maggiori.
Confagricoltura Lazio manifesta, inoltre, forti perplessità sulla reale efficacia dell’accordo, che da molti viene considerato soltanto un indirizzo di riferimento per la determinazione del prezzo e che, troppo spesso, non viene nemmeno preso in considerazione dai trasformatori.
Nel Lazio, infatti, tale accordo non è stato riconosciuto da alcuni dei principali trasformatori del latte regionale, i quali, nel corso di una delle ultime riunioni del tavolo regionale, hanno affermato che l’intesa nazionale non avrebbe alcun valore vincolante.
A questo punto, Confagricoltura Lazio ritiene necessario interrogarsi sull’effettiva utilità di questa procedura nazionale: se essa rappresenti davvero uno strumento utile a garantire equilibrio e tutela per la filiera, oppure se rischi di trasformarsi in un mero “specchietto per le allodole”, incapace di dare risposte concrete a un comparto produttivo che versa ormai in una condizione di grave sofferenza.
Permangono, inoltre, dubbi sulle quantità di latte in eccesso, rispetto alle quali non risultano indicazioni chiare all’interno dell’accordo.
Alla luce di queste criticità, Confagricoltura Lazio chiede all’assessore regionale all’Agricoltura, Giancarlo Righini, una rapida convocazione del tavolo regionale del latte, al fine di avviare una doverosa riflessione e programmare nuove iniziative a sostegno dei produttori laziali, ormai allo stremo.
Confagricoltura Lazio confida nella consueta disponibilità dell’assessore Righini, sempre attento e pronto a intervenire di fronte alle richieste di valutazione delle criticità che interessano i diversi comparti dell’agricoltura regionale.




