(ASI) “Con il via libera definitivo del Senato, il Salario Giusto diventa legge dello Stato. Una riforma che il centrosinistra ha solo annunciato per anni e che oggi Fratelli d'Italia e il governo Meloni hanno realizzato con un atto concreto, ancorando la retribuzione al Trattamento Economico Complessivo definito dai contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, in piena attuazione dell'articolo 36 della Costituzione.
La misura premia le imprese che rispettano i contratti nazionali e taglia fuori dagli incentivi pubblici chi utilizza i cosiddetti contratti pirata per pagare meno i lavoratori. Durante l'iter parlamentare il testo è stato ulteriormente blindato proprio su questo fronte, eliminando ogni riferimento a contratti equivalenti che avrebbe potuto aprire varchi interpretativi, accogliendo così anche le osservazioni tecniche sollevate da CISL e UIL nel corso dei lavori parlamentari, che hanno infatti espresso parere favorevole al provvedimento. Proprio per questo la contrarietà della CGIL di Maurizio Landini risulta priva di ogni fondamento politico e ancor più di coerenza storica. Già nel 2019, nella nota congiunta presentata da CGIL, CISL e UIL alla Camera dei Deputati, i sindacati avevano dichiarato che un salario minimo legale slegato dai contratti nazionali avrebbe rischiato di produrre danni distruggendo il valore della contrattazione collettiva già esistente. Eppure, oggi lo stesso Landini chiede esattamente quel salario minimo legale che la sua stessa organizzazione, insieme a CISL e UIL, aveva già giudicato dannoso per i lavoratori. Una posizione ribadita anche lo scorso 17 giugno, quando proprio CGIL, CISL e UIL hanno firmato un documento unitario per rafforzare il ruolo dei contratti collettivi nazionali, lo stesso principio già contenuta nel decreto del Governo appena pochi giorni prima del voto finale. Una contrarietà che appare quindi una scelta di pura opposizione politica, slegata dal merito del provvedimento e dagli interessi reali dei lavoratori, che con il Salario Giusto ottengono oggi una tutela concreta e non più soltanto promesse”.
Così, in una nota, il dirigente nazionale di Fratelli d'Italia Lino Ricchiuti.




