(ASI) "Con questa riforma abbiamo voluto affermare che l'uomo non è il problema dell'ambiente, ma parte della soluzione.
Una riforma equilibrata e di buon senso. La gestione della fauna e la tutela degli ecosistemi passano attraverso una presenza responsabile dell'essere umano sul territorio, non attraverso l'abbandono e l'ideologia. Per troppo tempo la sinistra ha alimentato una narrazione fatta di allarmismi e falsità, sostenendo che questa riforma avrebbe ridotto le aree protette o messo a rischio le specie tutelate. Al contrario, vengono rafforzati gli strumenti di contrasto al bracconaggio e viene riconosciuto il ruolo di chi vive e presidia quotidianamente il territorio. Infatti nel censimento della Laguna di Venezia del gennaio 2026, nelle aziende faunistico-venatorie sono stati rilevati oltre 84 esemplari per ettaro, contro 1,56 nelle aree monitorate dal WWF. Dati che dimostrano come la gestione attiva del territorio possa contribuire concretamente alla tutela della fauna. Il cacciatore, insieme ad agricoltori e allevatori, è un custode dell'ambiente e rappresenta una risorsa preziosa nella gestione della fauna e nella salvaguardia degli ecosistemi. Con questa riforma scegliamo il buonsenso e superiamo finalmente l'approccio ideologico che per anni ha impedito qualsiasi intervento concreto”. Lo scrive in una nota Antonella Zedda, senatore di Fratelli d’Italia e vicepresidente del gruppo a palazzo Madama.




