Filomeni(ESI): oltre la NATO e la Meloni, il sogno di un impero euroasiatico contro l'imperialismo USA

(ASI) "Io non difendo la Meloni e non faccio ipocrite dichiarazioni di solidarietà a chi ha sempre mantenuto un atteggiamento servile nei confronti del padrone americano. Un vecchio detto popolare sostiene “chi pecora si fa il lupo se lo mangia”.

E una nazione come l’Italia, con un passato glorioso in cui, in epoche diverse, ha civilizzato buona parte del mondo, non può avere leader che si fanno pecora. La nostra massima rappresentante politica ha sempre fatto la ruffiana ai presidenti americani: dai baci sulla fronte del vecchio bavoso Biden, ai premi Nobel della pace che voleva assegnare al guerrafondaio Trump, per non parlare dei sorrisi e ammiccamenti che ho sempre trovato fuori luogo. Lo dico senza mezzi termini: questi atteggiamenti disonorano la Nazione e avviliscono un popolo. Personalmente non ho mai leccato il culo a nessuno: in servizio ho mandato a quel paese comandanti arroganti (pagandone le conseguenze) e in pensione ho lasciato un promettente politico in carriera perché non condividevo le sue scelte politiche e alcune sue idee. È chiedere troppo che chi mi rappresenta nel mondo faccia altrettanto? Se non lo fa dobbiamo però chiederci il perché, e la risposta è molto semplice: senza sovranità non esiste Stato. E lo Stato italiano ha cessato di esistere con l’occupazione americana che dura da ottant’anni. E adesso vengo al punto: non ci possono essere uomini liberi in una nazione dominata o in una nazione satellizzata. la soluzione non può essere soltanto italiana perché comporta una politica di potenza, una difesa comune che assicuri l’indipendenza. Ciò presuppone, in primo luogo, l’uscita dalla NATO, ma anche la necessità di rinegoziare l’insieme dei trattati europei. La via dell’unione Europea non è quella giusta ma si deve trovare il coraggio di unire le forze degli europei per farne un grande Stato federale, autonomo dagli USA e in pace con la Russia. Jean Thhiriart sognava un’Europa da Brest a Vladivostok. Solo un grande stato-civiltà, nazione continentale, con centinaia di milioni di abitanti, munita di un grande apparato industriale, sviluppata tecnologicamente, armata di bombe atomiche, avrebbe capacità di influenza internazionale e meriterebbe rispetto da qualsiasi inquilino della Casa Bianca. Un impero euroasiatico contrapposto all’imperialismo americano: 'l’identità di destino voluta in vista di un grande disegno comune' (Josè Ortega y Gasset)." Così dichiara Fabio Filomeni di Europa Sovrana e Indipendente.

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