(ASI) Roma, "I dati presentati dall'OCSE nel corso dell'incontro al CNEL confermano la solidità complessiva del Servizio sanitario nazionale, ma mettono in evidenza criticità che non possono essere sottovalutate e che richiedono risposte concrete".
Lo dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute.
"Il dato sull'elevata presenza di medici rispetto alla media europea rappresenta un elemento positivo, ma non può compensare il persistente e significativo deficit di infermieri. Questo squilibrio rischia di incidere in modo diretto sull'organizzazione dei servizi, sulla qualità dell'assistenza e sui carichi di lavoro del personale".
Secondo Giuliano, "la carenza di infermieri è ormai una questione strutturale. Le difficoltà nel rendere la professione realmente attrattiva, sia sotto il profilo economico sia in termini di riconoscimento professionale, continuano a produrre effetti evidenti sul sistema. Senza un intervento mirato, il rischio è quello di ampliare ulteriormente il divario rispetto agli standard europei".
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il livello della spesa sanitaria: "Il fatto che l'Italia si collochi al di sotto della media europea non può essere ignorato. Pur in presenza di risultati positivi, questo dato evidenzia la necessità di rafforzare gli investimenti per sostenere la domanda crescente di salute e l'evoluzione dei bisogni assistenziali".
UGL Salute richiama inoltre il tema delle disuguaglianze territoriali: "Le differenze nell'accesso ai servizi e nelle condizioni di lavoro dei professionisti sanitari restano un nodo aperto. È necessario garantire maggiore uniformità, evitando che il diritto alla salute sia condizionato dal luogo di residenza".
"Come emerso anche nel confronto sviluppatosi al CNEL – conclude Giuliano – il Servizio sanitario nazionale resta un pilastro fondamentale del Paese. Tuttavia, per preservarne pienamente l'efficacia, è indispensabile intervenire con decisione sulle criticità evidenziate, valorizzando tutte le professioni sanitarie e rafforzando la capacità complessiva del sistema di rispondere ai bisogni dei cittadini".
Fabrizio Fabbri



