(ASI) Roma - "L’ultimo rapporto dell’Ocse sui Fondamenti della crescita e della competitività ha messo in luce una realtà preoccupante: l’Italia registra uno dei più elevati tassi di giovani Neet (Not in Education, Employment or Training) e un basso numero di laureati.
La situazione attuale chiama a una riflessione profonda sulle politiche educative in atto, che purtroppo sembrano completamente trascurate dal governo Meloni. È evidente che la risposta alla crisi della formazione giovanile non può limitarsi a strutturare la scuola in funzione del mercato del lavoro. La missione principale del sistema educativo dovrebbe essere la formazione completa dell’individuo, promuovendo non solo conoscenze tecniche, ma sviluppando anche competenze critiche e umane. Ma attualmente, il nostro modello educativo non è in grado di formare appieno cittadini consapevoli e pronti a contribuire attivamente alla società. Tuttavia, nell'ambito del Quadro strategico per la cooperazione europea in istruzione e formazione (2021-2030), il Consiglio UE ha fissato un obiettivo indicativo del 45% di giovani tra i 25 e i 34 anni con titolo di istruzione terziaria entro il 2030, un traguardo che ad oggi ci vede molto distanti in quanto la quota di laureati italiani resta sul 31,6%, ponendo l’Italia penultima in UE. Inoltre, dall’inizio di questo 2026, il governo Meloni ha stanziato fondi cospicui esclusivamente per l’istruzione privata/ paritaria ignorando quella pubblica, un investimento inadeguato che riflette una carenza di visione e di responsabilità verso il nostro futuro. E mentre l’Ocse raccomanda il rafforzamento degli Istituti tecnici superiori e l’orientamento scolastico, ci troviamo invece a dover fronteggiare una gestione irrisoria delle politiche educative che si traduce in giovani generazioni lasciate indietro". Così in una nota la senatrice M5S Vincenza Aloisio.



