Aprire alla Russia per uscire dalla crisi energetica e scongiurare il lockdown

(ASI) Chieti - Lo scontro mondiale fra il capitalismo orientale e quello occidentale per il controllo dell'Heartland e delle risorse energetiche, vede la contrapposizione fra le lobby finanziarie ed economiche anglo - americane e quelle asiatico - cinesi.

In mezzo a questa lotta la Russia e l'Unione Europea (dove è in atto una delicata ma brutale guerra economica)  e diverse aree calde, dove si svolge la guerra in una linea immaginaria lungo il Rimland che segue anche le rotte energetiche  (Kosovo, Ucraina, Medioriente, Africa Centrale, Centro America, Corea del Nord, Taiwan). 

A tal proposito, la situazione è in continua evoluzione,  dopo le sanzioni che gli Usa e l'Europa hanno fatto alla Russia per l'attacco all'Ucraina, arriva la contromossa all'attacco israelo - statunitense all'Iran e al Libano (avvenuto dopo che gli Usa si sono assicurati la loro scorta di petrolio supplementare defenestrando il leader venezuelano Maduro) con una crisi energetica che rischia di fare esaurire in breve termine le scorte europee di petrolio e mandare i Paesi UE in ginocchio.

 Le lobby finanziarie che controllano i governi fanno parlare politici e giornalisti già di lockdown energetico, a loro dire unica soluzione per cercare di contrastare la penuria di risorse, sacrifici che peseranno ovviamente tutti sulle spalle dei Popoli del Vecchio Continente,  mentre la Russia (sanzionata economicamente, contro gli stessi interessi dell'UE), avrebbe tutte le risorse di cui abbisognano gli Stati  Nazione Europei per uscire dalla crisi. 

È inevitabile quindi che se si concretizzerà il lockdown energetico, la partita volgerà a sfavore dell'Occidente e dell'UE che sanzionati resteranno al palo per la penuria delle risorse energetiche, ma la Russia e la Cina hanno tutte le risorse per fare uscire i Paesi UE dalla crisi, basta togliere le sanzioni a Mosca. Intanto, sta ai cittadini creare dei gruppi di pressione affinché non vengano presi dall'alto dei provvedimenti che diano il colpo del KO alla già fragile economica nazionale.

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

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