Mercosur: Coldiretti/Filiera Italia, ritiro procedura d'urgenza è vittoria della democrazia

(ASI) Coldiretti e Filiera Italia avevano scritto a tutti gli europarlamentari per il rispetto del principio di reciprocità e sui rischi collegati a un vero e proprio colpo di mano della Von der Leyen


Il ritiro della procedura d'urgenza per il voto sulla clausola di salvaguardia nell'ambito dell'accordo Mercosur rappresenta una vittoria della democrazia. Si è scongiurato il rischio immediato di un vergognoso colpo di mano che avrebbe sottratto la discussione sull'intesa al confronto parlamentare e pubblico sui gravissimi rischi ad essa legati, a partire dalla mancanza del principio di reciprocità. Ad affermarlo sono  Coldiretti e Filiera Italia dopo l'annuncio del PPE della rinuncia a richiedere che il Parlamento Ue si pronunciasse sulla procedura d'urgenza riguardo alla clausola di salvaguardia bilaterale dell'Accordo di partenariato Ue-Mercosur e dell'Accordo commerciale interinale Ue-Mercosur per i prodotti agricoli. Una richiesta giunta nella giornata di ieri che aveva portato la Coldiretti e Filiera Italia a scrivere una lettera immediata agli europarlamentari sui pericoli ad essa collegati e sulla necessità di affermare nell'intesa il concetto di regole uguali per tutti.L'obiettivo reale della procedura d'urgenza, imposta dalla von der Leyen, era infatti quello di impedire qualsiasi intervento del Parlamento: come già avvenuto in Consiglio, si mirava a bloccare ogni possibilità di modifica del testo e ad accelerarne il voto già nella giornata di giovedì 27 novembre. In questo modo sarebbero state escluse la presentazione e la discussione di emendamenti su una proposta che avrà conseguenze dirette e profonde non solo per l'agricoltura europea, ma anche per i consumatori. Di fatto, si puntava a mettere a tacere le proteste degli agricoltori riguardo a una misura assolutamente inadeguata a tutelare le filiere agroalimentari europee rispetto all'invasione di prodotti sudamericani a dazio zero.La mancata previsione dell'attivazione automatica della clausola, come denunciato a più riprese da Coldiretti, la rende un provvedimento totalmente inefficace, in quanto sarebbe soggetta all'apertura di un'inchiesta da parte della Commissione e la cui adozione dovrebbe basarsi sulla presenza contemporanea di più condizioni, tra cui la dimostrazione che l'aumento delle importazioni sia dovuto all'effetto degli obblighi previsti dall'accordo, compresa la riduzione dei dazi doganali su tale prodotto.L'auspicio è ora che il Parlamento europeo faccia sentire la propria voce per tutelare i cittadini e le imprese agroalimentari rispetto ai rischi contenuti nell'attuale stesura dell'accordo. La mancanza del principio di reciprocità nell'intesa rappresenta una forma di concorrenza sleale verso le imprese agroalimentari, con potenziali rischi anche per la salute dei consumatori. Basti pensare all'uso, nei Paesi sudamericani, degli antibiotici e di altre sostanze come promotori della crescita negli allevamenti, o al massiccio ricorso a pesticidi vietati da anni in Europa.

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