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Politica Nazionale

Lo Stato è la famiglia innaturale che non abbiamo mai scelto.

Di Redazione ASI 22 Novembre 2025 – 12:16 2 min di lettura

(ASI) La vicenda della famiglia che vive nel bosco a Palmoli (Abruzzo) è l’ennesima prova di quanto lo Stato tenda a sostituirsi ai genitori: uno Stato paternalista, etico e oppressivo che pretende di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato nella vita dei suoi cittadini.

Una famiglia che non chiede un euro di sussidi, che educa i figli in casa, che vive in un rudere nel bosco per scelta e non per necessità, è stata separata per ordine della magistratura. Traduzione: siccome non si conforma al modello unico che giudici e burocrati considerano “normale”, lo Stato si arroga il diritto di decidere per loro, arrivando a dividere dei bambini dai propri genitori.

Milton Friedman lo ripeteva spesso: quando lo Stato decide cosa è “bene” per i tuoi figli, la libertà è già in discussione. Il rischio per quei bambini non era il bosco, ma un sistema che pretende di sapere meglio dei genitori come si cresce una persona felice e autonoma. E il rischio per tutti i cittadini è che sia lo Stato a stabilire cosa sia concesso e cosa vietato nelle loro vite.

Non c’è traccia di maltrattamenti, denutrizione o analfabetismo: c’è una famiglia che ha detto no a un modello di istruzione, a certi consumi e a una socialità omologata. In piena libertà hanno scelto il loro stile di vita, e lo Stato ha risposto con la forza.
Se domani decidi di crescere i tuoi figli senza smartphone, senza scuola pubblica o senza le comodità moderne, il messaggio sembra chiaro: la tua scelta può essere messa in discussione fino al punto di toglierti i figli.

Questo non significa proteggere i minori. Significa esercitare la forza pubblica in nome di un’idea astratta di “normalità”.

La petizione avviata è la risposta spontanea di una parte della società civile: chiedere che la famiglia venga lasciata in pace. È esattamente quel meccanismo che Friedman descriveva come la “voce” dei cittadini contro l’imposizione burocratica: un sano anticorpo che fortunatamente la nostra società possiede ancora, così come una parte della politica.

Le donne e gli uomini liberi non accetteranno mai che lo Stato — causa di molti mali — sia nostra madre, perché non è la madre che ci ha concepito né quella che ci siamo scelti." Così in una nota, Bertoldi Alessandro: Alessandro Bertoldi, Direttore esecutivo Istituto Friedman

Nota della Redazione

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