FSI-USAE: “Servizio Sanitario Nazionale da ripensare, conferme da ISTAT e Corte dei Conti”

(ASI) Manovra di Bilancio 2026, FSI-USAE: anche ISTAT e Corte dei Conti confermano la nostra tesi. C'è bisogno di rivedere a fondo il servizio sanitario nazionale: è carente di personale, i modelli organizzativi attuali sono vetusti ed inappropriati e ci sono forti disparità tra Nord e Sud.

È quanto emerge dai focus dell'Istat, in generale, e della Corte dei Conti sugli articoli 69-71 del disegno di legge, nei quali vengono analizzate le misure dedicate al personale sanitario e al rafforzamento del sistema nel suo complesso.

La Corte chiarisce che tali importi rappresentano il risultato combinato di due diverse leggi di bilancio: quella del 2024, che aveva già stanziato risorse per l'incremento dell'indennità di specificità, e quella del 2026, che introduce ulteriori fondi a partire dal prossimo anno.

La manovra 2026 prevede, infatti, 280 milioni di euro aggiuntivi per aumentare ulteriormente l'indennità di specificità sanitaria, già potenziata dalla legge di bilancio 2024.

Secondo la Corte dei Conti, gli importi indicati — 3.052 euro per medici e veterinari e 1.600 euro per gli infermieri — derivano dalla somma degli incrementi previsti dalle due manovre:
    • Medici e veterinari: 327 milioni già stanziati nel 2024, cui si aggiungono 85 milioni previsti ora. L'aumento medio aggiuntivo introdotto con la manovra 2026 è di 745 euro lordi annui, portando così l'indennità complessiva a circa 3.052 euro lordi l'anno.
    • Infermieri: 285 milioni stanziati nel 2024 più 195 milioni aggiuntivi nel 2026, per un incremento medio di 701 euro lordi annui, che porta il totale a 1.600 euro lordi l'anno.
    • Dirigenza sanitaria non medica: incremento di 8 milioni di euro a partire dal 2026, pari a un aumento medio di 503 euro lordi annui.
    • Professioni sanitarie della riabilitazione, prevenzione, tecniche, ostetriche, assistenti sociali e operatori socio-sanitari (Oss): incremento complessivo di 58 milioni dal 2026, corrispondente a circa 347 euro lordi annui pro capite.

In sintesi, gli aumenti non rappresentano un intervento del tutto nuovo, ma piuttosto il consolidamento di un percorso di valorizzazione del personale sanitario iniziato nel 2024 e rafforzato con la manovra 2026.

Il riconoscimento degli aumenti economici e delle nuove assunzioni (la manovra di bilancio 2026 infatti introduce importanti novità per il personale del Servizio sanitario nazionale, prevedendo aumenti retributivi che arriveranno fino a 3.000 euro lordi annui per i medici, 1.600 euro lordi per gli infermieri e incrementi compresi tra 347 e 700 euro lordi per le altre figure sanitarie) per la Corte dei Conti, insomma, toccano un aspetto di fondo: queste misure, pur positive per la tenuta del sistema sanitario, non sono perfettamente coordinate con il quadro generale del lavoro pubblico.  E, l'assegnazione diretta di fondi per singole voci retributive, rischia di rompere l'equilibrio tra legge e contrattazione collettiva, per come previsto dal decreto legislativo 165/2001.  

"Nonostante il rifinanziamento previsto dalla Legge di Bilancio 2026 il servizio sanitario nazionale resta sotto forte pressione.  C'è bisogno di rivedere a fondo il sistema: è carente di personale, le persone rinunciano alle cure e ci sono forti disparità tra Nord e Sud. E' il sistema organizzativo che è andato in crisi – dichiara in una nota il Segretario Generale della FSI-USAE, Adamo Bonazzi, che aggiunge – i modelli organizzativi medico-centrici attuali sono divenuti vetusti ed inappropriati per  uscire dalla crisi che si è creata nel SSN dopo il Covid,  ma i tecnici del Ministero della Salute e delle Regioni sono incapaci di mettere in campo  un progetto che guardi alla sanità con una visione coraggiosa. Questo anche perché sono affiancati e supportati dai  vertici delle categorie professionali del settore che sono conservativi e guardano agli interessi delle loro élite interne invece che al benessere dell'intera rispettiva categoria e più in generale degli utenti del sistema. Un esempio concreto è rappresentato dalla FNOPI  che giudica  <<Positive le misure e l'attenzione per gli infermieri>>  espresse nella finanziaria. Di fronte però alle domande dei parlamentari invoca nuovi sbocchi di carriera, ma solo per l'apice nobile della categoria, dimenticandosi completamente che l'assistenza oggi viene portata avanti dalla 'plebe' infermieristica che andrà inevitabilmente a scontrarsi con la nuova figura dell'<<assistente infermiere>> (voluta proprio dalla Fnopi) sia nei dipartimenti ospedalieri che nei contesti territoriali. C'è bisogno di rivedere a fondo il sistema. L'aziendalizzazione disegnata con la 502/517 non corrisponde più  al dettato costituzionale di tutela della salute previsto nel nostro paese. E i modelli organizzativi non reggono  di conseguenza. Una sanità che mette al centro del sistema il medico e le sue prerogative non è sostenibile per gli utenti; ma nemmeno per i medici, che infatti fuggono all'estero." 

 

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