Divieto di compensazione crediti d’imposta CNA Lombardia: “Rischio blocco finanziario per migliaia di imprese e privati”
Giovanni Bozzini, Presidente CNA Lombardia

La nuova norma prevista dal Disegno di Legge di Bilancio 2026 estende a tutti i contribuenti il divieto di compensazione dei crediti d’imposta con debiti previdenziali e contributivi

(ASI) CNA Lombardia esprime forte preoccupazione per le misure previste dal Disegno di Legge di Bilancio 2026 che modificano in modo sostanziale la disciplina delle compensazioni dei crediti d’imposta. Dopo anni in cui i crediti d’imposta - dai bonus edilizi alle agevolazioni per gli investimenti innovativi - hanno rappresentato uno strumento fondamentale per sostenere la liquidità e la competitività delle imprese, il nuovo intervento legislativo rischia di bloccare meccanismi virtuosi di gestione finanziaria, penalizzando in particolare le piccole e medie imprese già esposte agli effetti combinati del caro materiali, dell’aumento dei tassi e della contrazione della domanda interna.

La norma, infatti, estende a tutti i soggetti - e non più soltanto a banche e intermediari finanziari - il divieto di compensare i crediti d’imposta derivanti dai bonus edilizi con i propri debiti previdenziali e contributivi.

In base al testo della bozza, dal 1° luglio 2026 la compensazione dei debiti contributivi e previdenziali sarà consentita esclusivamente in relazione ai crediti d’imposta emergenti dalla liquidazione delle imposte da

Dichiarazioni annuali.

Una modifica che, di fatto, riduce la possibilità di utilizzo dei crediti maturati e rischia di determinare seri problemi di liquidità per un numero elevatissimo di imprese, in particolare nei settori della casa, dell’edilizia e dell’impiantistica, che hanno sinora fatto legittimo ricorso alla compensazione per gestire in equilibrio i propri flussi finanziari.

“Si tratta di un’ennesima ghigliottina che agisce in modo illegittimamente retroattivo cambiando le regole del gioco in corsa: ci sono migliaia di imprese con crediti fiscali acquisiti in seno alla politica dei bonus edilizi, che non abbiamo voluto noi, da smaltire - sottolinea Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. Ci sono soggetti che hanno aiutato queste imprese acquistandone i crediti. In questo modo si crea un danno diffuso alla filiera, non solo dell’edilizia e degli impianti. Pensiamo anche agli effetti di tale restrizione sui crediti di imposta concessi a fronte di investimenti in Industria 4.0 e Transizione 5.0”.

Riducendo l’ammontare dei debiti compensabili, la norma potrebbe determinare un significativo mancato utilizzo delle rate dei crediti d’imposta derivanti dai bonus edilizi, determinandone la perdita e un danno economico e finanziario a moltissimi soggetti imprenditoriali e privati.

Tra i tanti, ad essere colpiti da un provvedimento di tale natura sono, ad esempio, due settori come quello dell’autotrasporto e quello del cinema.

Secondo Riccardo Gervasoni, Presidente CNA FITA Lombardia “Il provvedimento avrebbe un impatto devastante sulle imprese di autotrasporto, andando a minare la reale possibilità di utilizzo del beneficio fiscale legato al recupero delle accise, che rappresenta uno delle principali misure di sostegno alle imprese del settore. L’effetto, fra l’altro, è ancora peggiore, perché va a sommarsi ad un'altra misura contenuta nel Disegno di legge, ovvero l’aumento di 4,05 centesimi di euro al litro dell’accisa sul gasolio, previsto dal 2026.

Come si dice in questi casi, oltre al danno, la beffa”.

Anche il Presidente di CNA Cinema Audiovisivo Lombardia, Franco Bocca Gelsi, commenta: “Rendere inutilizzabili i crediti di imposta per compensare i contributi INPS e INAIL delle imprese comporta una forte riduzione dell’efficacia del Tax credit Cinema, con importanti negative conseguenze sulle produzioni, sulle imprese e sui lavoratori, in un segmento in difficoltà da anni”.

“L’articolo 26 della bozza di Disegno di legge di bilancio 2026 rischia, nelle sue pieghe, di incrinare ancora di più la fiducia tra chi deve fare investimenti e lo Stato - aggiunge Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardia -. Così il Paese rallenta in una fase in cui stabilità, rilancio e fiducia si tengono insieme anche a partire dal fatto, doveroso, di non continuare a cambiare le regole in corso d’opera”.

 

 

 

*Fonte foto: Isaac Cozzi - PR Account.immagine  inviata con nota stampa.

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