Il giurista Marcelli denuncia il governo italiano alla Corte Penale Internazionale: “Complicità nel genocidio a Gaza”

(ASI) Roma — Il giurista Fabio Marcelli, dirigente dell’Istituto di Studi Giuridici Internazionali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ha reso noto di aver predisposto una denuncia formale da presentare alla Corte Penale Internazionale (CPI) nei confronti di esponenti del Governo italiano e del vertice della società Leonardo S.p.A.

Oggetto della denuncia

La denuncia, di natura giuridico-internazionale, riguarda presunte responsabilità nella crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza. Secondo quanto dichiarato da Marcelli, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Difesa Guido Crosetto e l’Amministratore Delegato di Leonardo S.p.A., Roberto Cingolani, sarebbero coinvolti in condotte configuranti una partecipazione attiva a operazioni militari lesive dei diritti fondamentali della popolazione civile palestinese. L'oggetto della denuncia del giurista Marcelli è conforme alla proncia della Commissione dell'ONU  che ha parlato esplicitamente di "genocidio a Gaza".

Rilievi sull’industria della difesa

Nella documentazione predisposta, particolare attenzione è rivolta al ruolo dell’industria bellica nazionale, con riferimento specifico a Leonardo S.p.A., indicata come fornitore di tecnologie e armamenti impiegati da Israele  nel contesto del conflitto. Secondo Marcelli, tale coinvolgimento implicherebbe una corresponsabilità materiale nelle conseguenze umanitarie del conflitto.

Riferimenti giurisprudenziali e finalità

La denuncia sarà trasmessa alla Corte entro il mese di ottobre, con l’intento di sollecitare l’apertura di un’indagine preliminare. Marcelli richiama precedenti giurisprudenziali internazionali e sottolinea come l’Italia sia già stata oggetto di attenzione da parte della CPI (Corte Penale Internazionale) in relazione a episodi analoghi, tra cui i casi Abu Omar e Almasri.

Reazioni e posizioni politiche

L’iniziativa ha generato reazioni articolate in ambito accademico, politico e civile. Mentre alcuni ambienti universitari e organizzazioni per la tutela dei diritti umani hanno espresso sostegno all’azione intrapresa, esponenti istituzionali hanno manifestato riserve, qualificando la denuncia come una lettura ideologizzata della politica estera italiana. Al momento, non risultano dichiarazioni ufficiali da parte del Governo.

 

*Foto generata da A.I. - Sora su richiesta

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