Ex Teatro Comunale, Lista Schmidt: "Da PD scioccante ignoranza della legge, la scelta è stata presa dal Comune, che ne era proprietario"

(ASI) Firenze – "È scioccante constatare l'ignoranza della legge e delle procedure da parte di chi è incaricato di gestire la città di Firenze: come da abitudine punta il dito contro il governo (ma durante tutto il periodo di progettazione e nelle prime fasi di esecuzione, va ricordato,

"Comune di Firenze ha piena responsabilità, non scarichi presunte colpe sulla Soprintendenza"

(ASI) Firenze – "È scioccante constatare l'ignoranza della legge e delle procedure da parte di chi è incaricato di gestire la città di Firenze: come da abitudine punta il dito contro il governo (ma durante tutto il periodo di progettazione e nelle prime fasi di esecuzione, va ricordato, il Ministro della Cultura era del PD) facendo riferimento a una fantomatica responsabilità della Soprintendenza, che non esiste e non può esistere perché la legge non la prevede". Questa la replica, in una nota, dei consiglieri comunali Eike Schmidt, Paolo Bambagioni, Massimo Sabatini, alle dichiarazioni del capogruppo PD Luca Milani, in merito alla vicenda dell'ex Teatro Comunale. 

"Siccome l'edificio del Teatro Comunale di Firenze, quasi totalmente ricostruito nel 1958-61 – ricordano gli esponenti della lista civica –, la Soprintendenza non aveva alcuno strumento per bloccarne la distruzione, quando fu decisa la sostituzione con il nuovo Teatro dell'Opera (costruito a partire dal 2009), perché all'epoca aveva meno di 50 anni". "Dell'autorizzazione alla costruzione di nuovi edifici – spiegano Schmidt, Bambagioni e Sabatini – è invece responsabile, in primis, il Comune di Firenze stesso, che – con evidente conflitto di interesse – era anche proprietario del Teatro Comunale venduto a privati per costruire l'ennesimo palazzo con appartamenti di lusso".

"Nella commissione di autorizzazione paesaggistica – aggiungono ancora – la Soprintendenza, come organo tecnico e come potere di voto, ha un ruolo minoritario, mentre Comune di Firenze, Città metropolitana e Regione Toscana – tutte sempre a guida Pd – hanno la maggioranza aritmetica e, di conseguenza, la piena responsabilità politica dell'autorizzazione". "Per giunta, su La Nazione di oggi, la funzionaria incaricata della Soprintendenza ha dichiarato di aver subito forti pressioni esterne", sottolineano.

"Invece, informiamo il consigliere Milani che l'ufficio Unesco, che dovrebbe vigilare sul rispetto delle regole di Firenze patrimonio dell'umanità, fa parte del Comune di Firenze guidato dal partito di cui lui stesso è capogruppo". 

"È totalmente grottesca – e lo dice lunga sulla conoscenza e la comprensione delle norme da parte di Milani – il fatto che imputi ad Eike Schmidt di 'non aver tirato le orecchie' al Soprintendente per impedire lo scempio: ma come avrebbe potuto lui conoscere i particolari di una pratica di competenza di un altro ufficio? Milani pensa davvero che un dirigente dello Stato debba turbare e interferire con i procedimenti di cui un altro dirigente è titolare? In questo caso però - ripetiamo - la Soprintendenza non c'entra ma la responsabilità è del Comune di Firenze".

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