Colombia, presidente Petro difende zona economica condivisa con Venezuela

(ASI) Il presidente colombiano Gustavo Petro ha approvato ieri, venerdì 25 luglio, la proposta di istituire una zona economica condivisa con il Venezuela, sottolineando che l'obiettivo principale è promuovere il benessere delle comunità di confine e facilitare la riunificazione delle famiglie separate da anni di conflitto.

Il primo mandatario si è esposto dopo le accuse del senatore David Luna del partito radicale Cambio, che ha descritto l'accordo come un “atto pericoloso di cessione di sovranità”.Luna ha affermato che il memorandum d'intesa firmato tra i due governi apre presumibilmente le porte all'influenza venezuelana sul territorio colombiano e potrebbe facilitare attività illecite come il narcotraffico e l'attività mineraria illegale.

In tutta risposta, Petro ha sottolineato che il progetto non implica una presenza militare straniera né compromette l'integrità territoriale. “Nessun soldato colombiano attraverserà il confine con il Venezuela, nessun soldato venezuelano lo attraverserà con la Colombia. Mentre alcuni cercano petrolio, noi vogliamo solo che le famiglie si trovino, producano e possano vivere bene”, ha scritto il presidente sui social media.

L'accordo, firmato dai rappresentanti di entrambi i Paesi, prevede la collaborazione in settori quali sanità, istruzione, agricoltura, commercio, energia e sicurezza. La sua attuazione è prevista nei dipartimenti colombiani di La Guajira, Norte de Santander e Cesar, e negli stati venezuelani di Zulia e Táchira.

Uno degli obiettivi principali del piano è la sostituzione delle colture illegali con alternative produttive, nonché la creazione di posti di lavoro, il rafforzamento del commercio bilaterale e l'attuazione di regimi doganali speciali che velocizzino i passaggi di frontiera.

Entrambi i paesi indiolatini hanno descritto l'iniziativa come un modo innovativo per contrastare la presenza di gruppi armati illegali e rivitalizzare le aree storicamente emarginate.

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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