Confindustria, Barbera (Prc): "Basta sussidi senza vincoli. Serve una vera politica industriale pubblica"

(ASI) "Esprimiamo la nostra ferma opposizione alle dichiarazioni rilasciate oggi dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, durante l'assemblea di Rapallo. La proposta di un fondo straordinario da 8 miliardi per sostenere l'export e la competitività delle imprese, accompagnata dalla richiesta di "azioni forti e immediate", è l'ennesima riproposizione di una ricetta fallimentare: quella che scarica sulla collettività il costo di un modello economico basato su profitti privati e precarietà del lavoro.

Da anni, le grandi imprese beneficiano di un'enorme quantità di incentivi, sgravi fiscali e contributi pubblici erogati senza vincoli seri. In troppi casi queste risorse non hanno prodotto né nuova occupazione né investimenti reali. Al contrario, hanno favorito processi di delocalizzazione, tagli al personale, precarizzazione e impoverimento del tessuto produttivo. È ora di dire basta!".

È  quanto dichiara Giovanni Barbera della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista. "Rivendichiamo con forza  - continua Barbera - la necessità di una vera politica industriale pubblica, che superi il sistema degli incentivi a pioggia. Le risorse pubbliche devono essere destinate solo a chi si impegna concretamente a creare e mantenere occupazione stabile, a investire in innovazione utile e sostenibile, a contribuire allo sviluppo dei territori. Non è accettabile che i soldi delle cittadine e dei cittadini continuino ad alimentare i bilanci di chi non restituisce nulla alla collettività. Il nostro Paese ha bisogno di un modello di sviluppo radicalmente diverso. Un modello che metta al centro il lavoro dignitoso, la giustizia sociale e la transizione ecologica. Serve un piano di investimenti pubblici nella sanità, nella scuola, nel trasporto pubblico, nell'energia rinnovabile, nella riconversione ecologica dell'economia. Serve il rilancio di un intervento pubblico diretto nell'economia, capace di orientare lo sviluppo secondo l'interesse collettivo e non secondo la logica del profitto".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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