Morti sul lavoro, Barbera (Prc): "Un altro omicidio sul lavoro. Basta sacrificare vite per il profitto!"

(ASI) "Un altro lavoratore morto sul lavoro, schiacciato da un sistema che non tutela la sicurezza di chi lavora. Un operatore ecologico di appena 42 anni è morto mentre raccoglieva i rifiuti, lavorando da solo in una piazza del centro di Valmontone, travolto dal mezzo su cui stava operando. Se verrà confermata la dinamica dell'incidente riportata in queste ore dagli organi di stampa, è evidente che questa tragedia si sarebbe potuta evitare abolendo il sistema del "mono-operatore", denunciato da anni da sindacati come la CGIL e completamente ignorato da istituzioni e aziende.

Un sistema criminale che prevede che un solo lavoratore, senza alcuna assistenza, manovri e controlli mezzi pesanti in mezzo alla strada. Tutto ciò per risparmiare sui costi del lavoro".
Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista.
"Questa - continua Barbera - è la realtà del lavoro oggi in Italia: si muore per il profitto. Si muore perché le aziende preferiscono risparmiare su sicurezza, organici e formazione. Si muore perché le amministrazioni pubbliche – dai Comuni alle Regioni – accettano la logica degli appalti al ribasso, chiudono gli occhi sulle condizioni di lavoro, affidano servizi essenziali a imprese private che mettono i conti prima delle vite. Si muore perché i governi, di ogni colore, hanno smantellato i controlli, ridotto le ispezioni, precarizzato tutto, nella totale indifferenza di un Paese che, proprio pochi giorni fa, ha fatto fallire un quesito referendario proprio sul tema della sicurezza del lavoro".
"È ora - conclude l'esponente di Rifondazione Comunista - di dire basta!  Pretendiamo l'abolizione immediata del sistema "mono-operatore". Pretendiamo assunzioni stabili e in organico completo. Pretendiamo controlli veri, con ispettorati del lavoro potenziati e capaci di intervenire subito. E diciamo basta alla giungla degli appalti: i servizi pubblici devono tornare pubblici, sotto controllo pubblico e con garanzie per chi lavora. Questo sistema uccide. E chi non lo cambia ne è complice".

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