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(ASI) L'ennesimo suicidio due giorni fa di un imprenditore è avvenuto a Paternò (Catalania), in quanto la sua azienda coperta di debiti. Solo negli ultimi dieci anni 5000 imprenditori si sono suicidati perchè vittime di usura a cui le banche avevano negato il credito.

Questo non è un suicidio, ma è l'ennesimo omicidio di Stato, Stato che non fa nulla per aiutare gli imprenditori in difficoltà. La crisi economica che ha coinvolto in pieno negli ultimi due anni il nostro paese sta causando un aumento impressionante di imprenditori che scelgono il gesto estremo del suicidio come liberazione. Ma lo Stato, se Stato lo si può definire, è sordo e menefreghista, nel mettere sul campo strategie nell'aiutare gli imprenditori in difficoltà. L'Associazione Sos Racket e Usura è certa che scavando nelle motivazioni di questo suicidio, omicidio di Stato, si troverà certamente la causa del rifiuto della banca nell'aiutare questo imprenditore in difficoltà. Tutta la classe politica italiana è responsbaile di questo omicidio di Stato e lo dimostra il fatto che la protesta che sta portando avanti il Presidente dell'Associazione Sos Racket e usura, Frediano Manzi, in sciopero della fame e della sospensione dei farmaci da 15 giorni, proprio perchè lo Stato intervenga a sostegno degli imprenditori che finiscono in mano agli usurai, è totalmente ignorata non solo dagli organi di informazione ma soprattutto dalle Istituzioni. Il significato di questa colpevole indifferenza è dovuto al fatto che non si vogliono cambiare alcune norme per aiutare nè gli imprenditori nè quei pochi imprenditori che hanno il coraggio di denunciare, visto che accedono ai fondi mediamente tra i 3 e i 5 anni, ( 225 mila ogni anno), come neanche sostenere le 400 mila vittime di usura che non avendo una partita iva, anche se denunciano non possono accedere al fondo. Sta avvenendo una strage nel nostro paese, che gli organi di informazioni raccontano attarverso poche righe sui giornali, rendendosi complici di quello che sta accadendo. Proprio per evitare queste continue stragi il Presidente dell'Associazione Sos Racket e Usura Frediano Manzi lotterà fino alla morte finchè non vengano cambiate le norme sulla legge 108/96 sull'usura, che sono la causa principale della mancanza di denunce in Italia, visto che i dati ufficiali parlano di alcune centinaia di denunce all'anno, su 625 mila vittime. A parole viene condivisa da tutti la giusta protesta che Frediano Manzi sta portando avanti, ma nei fatti viene totalmente ignorata, soprattutto da quei professionisti dell'antimafia che si arricchiscono sfruttando i nomi dei morti ammazzati per mafia, scrivendo libri, facendo convegni e comparsate televisive. E' indegno di un paese civile che tutto ciò accada, quando si potrebbe cambiare questa continua strage di persone che lottano per la propria famiglia e per la propria azienda, di fatto favorendo con il loro assordante silenzio l'arricchimento delle organizzazioni crminali che attraverso l'usura entrano in possesso delle attività di questi poveri disgraziati, ed infiltrandosi attraverso una classe politica collusa nelle nostre Istituzioni. Di tutto ciò ne dovranno corrispondere politicamente e pubblicamente chi ha il potere di cambiare le cose e non lo fa. Come la protesta estrema che Frediano Manzi porterà avanti fino alla morte, in difesa di queste vittime.

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