Salis: Sasso (Lega), basta violenti in cattedra, chi ha problemi con la legge non può fare la maestra

(ASI) Roma – "Se qualcuno decide di attuare con metodi violenti le proprie idee, non può fare la maestra. In passato altre 'maestre' esponenti dei centri sociali, sono state destituite dall'incarico in seguito a condotte ritenute inopportune dall'amministrazione, senza aver bisogno necessariamente di una condanna penale.

Uno dei casi più recenti e popolari è quello di Lavinia Cassaro, maestra piemontese che aveva augurato la morte ai poliziotti durante un corteo dei centri sociali: un gesto ritenuto incompatibile con la professione di insegnante. Cassaro impugnò il provvedimento amministrativo ma pochi mesi dopo il Tribunale del Lavoro confermò il licenziamento, condannandola anche al pagamento delle spese legali. La giurisprudenza italiana parla dunque chiaro. Stando all'art. 498 del Testo Unico dell'Istruzione, Ilaria Salis potrebbe essere destituita e cancellata dalle graduatorie ministeriali per le supplenze, anche senza condanna penale. Augurandole di poter tornare presto dai suoi cari e dimostrare di essere innocente, in punta di diritto per il nostro ordinamento basta porre in essere una condotta lesiva del ruolo ricoperto e delle istituzioni per non poter tornare più in cattedra. Al di là della decisione dei giudici ungheresi e ribadendo loro la richiesta di garantire i diritti fondamentali a Salis, è un fatto accertato che lei sia stata trovata in possesso di un oggetto atto a offendere ed in compagnia di elementi facinorosi. Se infine dovessero emergere per la Salis dei precedenti di polizia per fatti avvenuti anche in Italia, allora dovremmo chiederci come abbia potuto svolgere anche un solo giorno di supplenza. Non vogliamo in nessun modo nemmeno pensare che in cattedra con i nostri figli possano esserci state persone che sono incompatibili con la missione educativa, da uomo di scuola non lo posso consentire. La Lega vuole chiarezza ed è dalla parte di tutti quei genitori stanchi di docenti inadatti al ruolo". Lo dichiara in una nota il deputato della Lega Rossano Sasso, capogruppo in Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

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