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(ASI) La prima (e ad oggi unica) vera protesta contro l'esproprio bancario, portato avanti dal governo dell'usura, sta facendo saltare i nervi di mr. Goldman Sachs e della congrega di servoprofessori che lo coadiuvano nell'impresa di rendere l'Italia un grande successo come la Grecia. Per ironia della sorte a far barcollare Monti non sono i sindacati, già preventivamente cooptati sul libro paga del professore, non è la sinistra antagonista in profonda crisi d'identità e decisamente a corto di antagonismo quando si tratta di combattere Bruxelles e le banche e neppure la Lega di Bossi dispensatrice di aria fritta.

Sono i camionisti, che ridotti con le pezze al culo hanno messo i propri mezzi di traverso, bloccando la macchina del consumo e toccando nel vivo l'unico nervo scoperto di un banchiere con tanto aplomb: il portafoglio! Quello suo e dei suoi padroni naturalmente, perchè i portafogli degli italiani somigliano ogni giorno di più a dei porta monete. Mario Monti è rimasto un poco spiazzato, (ma solo un poco non fatevi illusioni) perchè fermamente convinto di avere comprato tutti coloro che era necessario comprare, per garantirsi l'acquiescenza del paese, dai partiti politici di ogni colore, oggi uniformemente dipinti di grigio, alle associazioni dei consumatori, dai sindacati ai giornalisti, giù a cascata fino ad arrivare ai leader antagonisti in grado di fomentare una qualche protesta imprevedibile.

Con un tacito accordo di chiarezza adamantina. Non si protesta, e se lo si fa occorre sia una protesta puramente di facciata, utile a dare un contentino ai gonzi che menate per il naso da una vita, ma assolutamente priva di qualsiasi valenza pratica. Un paio d'ore di sciopero qua, un altro paio là, un corteo con qualche pietra contro le vetrine a sinistra (così da poter affogare ogni ambizione rivoltosa nell'anatema contro la violenza) una manifestazione dove i leghisti possano parlarsi addosso (e non è un bel vedere) più a destra, qualche mugugno della Camusso, qualche astratta esternazione di Vendola e Ferrero, riscopertisi paladini dei lavoratori, qualche rimbrotto degli ambientalisti immersi nell'illusione dell'acqua pubblica, fino a al punto da non riuscire a vedere le nuove trivelle del banchiere e il project financing che cementificherà il paese.

Tutti buonini, o muti e rassegnati fate voi, tutti zitti, perfino di fronte ad un folle che racconta loro in TV (quella TV buona e certificata politicamente corretta e un poco di sinistra) come massacrando tassisti, benzinai, edicolanti e farmacisti farà salire il mitico pil dell'11% ed i salari (quali?) del 12%.

Tutti buonini, in fila per tre (per usare l'eufemismo caro a Bennato) alle pompe di benzina e agli sportelli di Equitalia, pronti per riempire i centri commerciali anche la notte, felici dell'eliminazione del denaro contante, che tanto in tasca pesa, e della nuova IMU che si paga volentieri, non fosse altro che per fare un dispetto a Berlusconi.

E poi arrivano loro, i camionisti (coadiuvati pure dai forconi, dai tassisti e da chissà quali armate di satana risalite dagli inferi per l'occasione) sporchi, brutti e volgari a rompere le uova nel paniere.

Paralizzano l'Italia, bucano le gomme a chi non sciopera, sono a rischio d'infiltrazioni mafiose (tuonano Confindustria e la Cancellieri) e d'infiltrazioni fasciste (tuona il partito di Soros), ma soprattutto mettono a repentaglio la macchina del consumo e gli italiani tutti che altro non devono essere se non tubi digerenti dello stesso.

Bloccano strade ed autostrade, impedendo la più preziosa libertà del cittadino, costituita dal pendolarismo e dallo shopping selvaggio. Osano mostrare il muso duro contro il professore che sta lavorando per il bene del paese. Ma soprattutto sfuggono al controllo dei partiti e dei sindacati, non obbediscono, non cadono nel trappolone destra vs sinistra e sembrano veramente incazzati.

A questo punto bisogna spazzarli via, prima che facciano altri danni, non tanto quelli alla spesa degli italiani, contabilizzati da Confcommercio (che se non fosse una congrega di burattini senza spina dorsale avrebbe già reso pubblici i danni ben più corposi provocati dal professore) ma piuttosto quelli alla stabilità del governo della BCE, organizzata e studiata a tavolino e costata in prebende almeno quanto una manovra finanziaria.

Pensate il disatro prossimo futuro se mai gli italiani sull'onda di questi disperati iniziassero a capire che protestare si può. Anche se non ti chiama in piazza il partito o il sindacato. E si può perfino protestare seriamente, non 2 ore di sciopero nella pausa caffè o sfilatine folkloristiche concordate con la digos, ma proteste vere, ad oltranza (quella parolina magica che brucia come acido) portate per ottenere un risultato e non solamente per fare colore.

Inaccettabile, blasfema, una prospettiva da stroncare sul nascere senza se e senza ma. Chiamate la celere, l'esercito o se preferite il servizio d'ordine della Cgil ma fateli smettere! E smettere subito sia chiaro! Tutti sopra i propri mezzi e dritti a casa in fila per tre, altrimenti oltre alla patente gli confischiamo anche quelli, che tanto di clandestini da far lavorare a nero e mettere alla guida di un camion ce ne sono a profusione nel paese.

 

Fonte: http://ilcorrosivo.blogspot.com/2012/01/monti-minaccia-e-sputa-veleno-indignato.html

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