COPAGRI: alluvione, tempestività e sburocratizzazione per far ripartire il primario dell'Emilia-romagna

Intervento del presidente Battista all'odierno vertice al Masaf con il neocommissario Figliuolo e il ministro Lollobrigida                                                                                      (ASI) Roma - "Le parole d'ordine da tenere a mente per far ripartire il Primario dell'Emilia-Romagna, devastato dalla drammatica alluvione che solo in agricoltura ha provocato oltre 1 miliardo di euro di danni, sono sostanzialmente due, ovvero tempestività, così da dare ossigeno e speranza alle oltre ventimila aziende agricole colpite, e sburocratizzazione, condizione fondamentale per una rapida messa a terra delle ingenti risorse stanziate e per una immediata efficacia delle misure individuate".

Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Tommaso Battista intervenendo all'odierno confronto con il Commissario Straordinario per le alluvioni in Romagna Gen. Francesco Paolo Figliuolo e con il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.

"Giova ricordare che l'alluvione ha pressoché distrutto il 42% circa della Superficie Agricola Utilizzata-SAU dell'Emilia-Romagna, regione nella quale l'agroalimentare è la seconda voce dell'export e che non a caso è conosciuta come la food valley italiana, in quanto è qui che si concentra quasi il 30% della produzione ortofrutticola nazionale", ha evidenziato Battista, precisando che "dalla zona colpita dipendono ben quarantaquattro produzioni a indicazione geografica, oltre a svariati vini di assoluto pregio".

"Bastano questi numeri - ha aggiunto - a dare l'idea della dimensione del disastro e dell'importanza di ripartire rapidamente, fatto questo per il quale ci aspettiamo molto da un neocommissario, al quale vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro, che ha dimostrato la sua grande capacità organizzativa in occasione della fase pandemica e del grande lavoro portato avanti durante la campagna vaccinale".

"Parliamo di un settore già messo a dura prova dalle gelate tardive primaverili, che hanno inferto un duro colpo alle colture in campo, e che ora, passata la prima fase di emergenza alluvionale, si trova ancora a dover fare i conti con decine di migliaia di ettari di terreni sotto una spessa coltre di limo e argilla, che sta soffocando le radici delle piante, intrappolando l'acqua sotto di esse", ha fatto notare Battista, ricordando l'importanza di dare priorità al ripristino della rete infrastrutturale e degli argini, lavorando al contempo per prevedere un esonero contributivo a tutto il 2023 per tutte le aziende colpite.

"Fra gli altri possibili interventi, segnaliamo la necessità di reperire risorse anche dai Fondi di Coesione afferenti alla programmazione in corso e non ancora impegnati, così come dal PSR, creando una misura ad hoc per la sola regione Emilia-Romagna e istituendo un Fondo di solidarietà in cui far confluire i contributi di tutte le regioni, come già avvenuto per il terremoto", ha suggerito il presidente, ad avviso del quale "bisogna ragionare anche su possibili interventi in ambito PSN, che siano finalizzati al ripristino del potenziale produttivo agricolo e zootecnico danneggiato da calamità naturali, eventi climatici avversi assimilabili alle calamità naturali e da eventi catastrofici".

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