La revisione del Pnrr parte dall’ambiente. Gianni Lepre: “il ministro Picchetto Frattin ha ragione, il piano va adeguato al contesto storico”

(ASI)Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, come già più volte annunciato nei mesi scorsi, è destinato a cambiare adeguandosi a quello che è il contesto geopolitico internazionale e a quelle che sono le mutate esigenze del Paese.

La svolta al cambiamento arriva sul versante Ambiente dove il ministro Gilberto Picchetto Frattin sta dando un’impronta diversa anche alla questione delle rinnovabili, con una revisione delle procedure e delle metodologie, la cui gestazione non supererà l’anno ha promesso il ministro. Da una parte il governo si muove a verificare lo stato di avanzamento degli obiettivi del Pnrr, dall’atra occhi puntati su costi e validità delle opere poste a cantiere, considerati i tempi. Ma la fibrillazione del Pnrr parte quando si inizia a parlare di stoccaggio del gas. Infatti nel nuovo Piano dovrà essere inserito anche un ampliamento della capacità di stoccaggio. Per questo l’Italia ha ancora 8 mld di metri cubi di gas da reperire per il prossimo inverno, e il rigassificatore di Piombino, che tornerà operativo entro maggio, potrebbe non essere sufficiente con i sui 5 mld di metri cubi garantiti.

Anche sul fronte bollette la situazione è calda, anche in considerazione delle scadenza a Marzo degli aiuti governativi in quella direzione. “La rivoluzione economica apportata dal Pnrr, visti i tempi, non può che partire dall’ambiente - esordisce l’economista Gianni Lepre, presidente della commissione Reti e Distretti Produttivi di Odcec Napoli - il ministro Picchetto Frattin ha ragione su tutta la linea, basti pensare alla liquidità dell’ultima legge di stabilità finita per l’80% a calmierare i prezzi delle bollette di famiglie e imprese”. Lepre ha poi continuato: “che il Pnrr andava modificato a seconda delle circostanze mutate, questo lo diciamo da almeno un anno a questa parte. Dopotutto il Recovery Fund e poi il piano nazionale di ripresa è stato concepito e strutturato prima dello scoppio della guerra nel cuore dell’Europa.

Ovviamente è impensabile lasciare un piano di ripresa che non tiene conto dei mutamenti epocali avvenuti anche sul territorio nazionale”. Il noto economista ha poi sottolineato: “La maggior parte della Associazioni datoriali, compresa Confindustria hanno sempre sostenuto che il piano era immodificabile perché se no poi avremmo perso quella risorsa. Ma questo assioma è risultato infondato, infatti oggi tutti i Paesi stanno modificando i loro piani di ripresa nazionale proprio in base ai mutamenti dovuti alla guerra e ai tracolli economici che questa ha comportato”. Lepre ha poi concluso: “Oggi è importante assicurare lo stoccaggio del gas per garantire famiglie e imprese, con l’approvvigionamento delle materie prime necessarie a far funzionare il Sistema Paese. Sull’altro versante, come giustamente sottolinea il ministro, dobbiamo accelerare sul piano delle rinnovabili, perché quel Green Deal di cui parliamo da tempo non resti solo un sogno in un pianeta che ha fortemente bisogno di una disintossicazione globale”.

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