Processo per i fatti del 9 ottobre: le verità nascoste

(ASI) Roma - "Processo Aronica, Castellino, Fiore e altri per i fatti del 9 ottobre. Altamente probabile la presenza di 'agenti provocatori' all’interno della C.G.I.L. che hanno consentito l’ingresso dei manifestanti. Più che probabile la simulazione dei danni.

I martiri del 9 ottobre spediti a Poggioreale dopo l’arresto in flagranza differita.
Segnalata la presenza del capo della Polizia (Lamberto Giannini) nei locali della Questura dopo l’arresto di Aronica, Fiore e Castellino come segnalato da Luigi Aronica nel corso della sua deposizione.
 
È oramai vicino il momento in cui sarà resa ufficiale la presenza di agenti provocatori all’interno della C.G.I.L. 
Appare poi più che una mera ipotesi che i danneggiamenti all’interno della sede sindacale, in base a rigidi criteri spaziali-temporali non poterono essere compiuti dai pochissimi manifestanti che dopo aver fatto ingresso nella sede sindacale vi si sono intrattenuti per meno di tre minuti come comprovato compiutamente dalle immagini delle telecamere interne della C.G.I.L.
Significative le circostanze dell’ingresso di un personaggio allo stato ancora ignoto che dopo essersi accesa una luce al primo piano della C.G.I.L. dopo aver percorso il corridoio facendovi accesso dalla porta della prima stanza sulla destra ove era stata sfondata la finestra, da solo sale al primo piano…
Significativo che tale ignoto personaggio indossi una mascherina azzurra… e altrettanto significativo che quando detto personaggio scende dal primo piano scambi un oggetto con un carabiniere palesemente infiltratosi tra i manifestanti nella fase di ingresso nei locali della sede sindacale e identificato come tale dal funzionario della P.S. - che prese il possesso con i suoi uomini della sede sindacale - che nel corso dell’interrogatorio lo identifica come un militare dell’arma con il quale si è intrattenuto ad interloquire.
Significativo che anche questo carabiniere indossi la stessa mascherina (un segno di riconoscimento?) dell’ignoto personaggio che in solitudine sale al primo piano dopo che quivi si sono accese le luci prima dell’ingresso dei manifestanti e che tra i due intervenga lo scambio di un oggetto…
Chi era presente al primo piano della sede sindacale prima dell’ingresso dei manifestanti?
Assai strano quanto altrettanto significativo che un dipendente della C.G.I.L. rettifichi per iscritto la deposizione resa in udienza in ordine il sistema di accensione delle luci all’interno del fabbricato della C.G.I.L. dopo il gravissimo errore commesso in sede di interrogatorio nel dichiarare che erano stati i manifestanti ad accendere l’interruttore generale che permetteva l’accensione di tutte le luci nel fabbricato.
 
È un quadro di fatti, circostanze e avvenimenti totalmente diverso dalle accuse quello che si sta profilando dopo l’esame degli imputati parametrate ai filmati acquisiti all’istruttoria dibattimentale e alle documentazioni scritte che confermano punto a punto la veridicità dei loro assunti.
La manifestazione nella sua forma dinamica risulta autorizzataò Lo dicono prove per tabulas e prove fornite a dibattimento.
Il più alto dirigente della DIGOS camminava all’interno del corteo tra i manifestanti.
A Piazza del Brasile la violenza fu della polizia…
Luigi Aronica ha segnalato la probabile presenza del Capo della Polizia Lamberto Giannini all’interno della Questura come decisiva per il trasferimento degli arrestati al Carcere di Napoli.
Già pronta la squadra di tecnici e periti di parte composta da alcuni dei più prestigiosi ingegneri e tecnici di fama internazionale per inchiodare le falsità delle dichiarazioni e delle rettifiche rese per iscritto dal dipendente della C.G.I.L. in ordine alle sistemiche di funzionamento dell’impianto elettrico del fabbricato della C.G.I.L.
 
Il 9 ottobre fu manifestazione di popolo pacifica e non violenta e altamente ipotizzabile che l’invasione dei locali della C.G.I.L. venne favorita da agenti provocatori, così come i danni furono simulati al fine di aggravare le accuse nei confronti dei manifestanti per consentirne l’arresto."
 
Così in una nota l’Avv. Nicola Trisciuoglio, difensore di Luigi Aronica, Giuliano Castellino e Roberto Fiore.
 
 

 

 

 

 

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