Punti di Vista, Mirko Giordani: "La Lega e il cdx, unico faro: interesse nazionale"

(ASI) "Negli scorsi giorni, sono stati buttati ettolitri di inchiostro per capire di chi sia stata la colpa della caduta del Governo Draghi.

La fumosa galassia di partitini centristi sta gia ponendo la campagna elettorale in ottica “Draghiani vs Putiniani”, ed ovviamente è una baggianata colossale, che non fa gli interessi degli italiani in nessun modo. Qualche avventuriero della politica - con molti tweet e pochi voti - andrà in giro in qualche piazza d’Italia, sempre rigorosamente vuota, a dire che loro sono quelli belli e profumati, e noi quelli sporchi e cattivi. Servirà pochissimo tempo per dire loro che la crisi del governo Draghi è iniziata quando il PD si è messo a cianciare di Ius Scholae e di droghe libere e quando Di Maio ha abbandonato la barca pentastellata. Da lì poi, il diluvio. Quello che conta in queste elezioni è una sola cosa, una sola soltanto: il benessere dei nostri cittadini, il benessere degli italiani. Nulla di più, nulla di meno, senza nessuna pretesa ideologica. Queste elezioni non dovranno essere un totonomi squallido, dovranno essere il punto di svolta per capire quale paese si vuole, per capire quale sia la nostra idea di Italia, quale quella degli altri. L’idea che la sinistra e la galassia di partitini centristi ha dell’Italia è semplice: un paese sulla via del tramonto che va con il pilota automatico impostato a Bruxelles. Per loro il mantra è sempre lo stesso, ed è quello del “si padrone”. Per la Lega, il mio partito, e per il centrodestra, la stella polare deve essere una e una sola: l’interesse nazionale, quello di un paese che non va sulla via del tramonto, saldamente da questa parte del muro ma che è ancora pronto a dare tanto al mondo, senza vergogna e senza timori reverenziali.

C’è un Paese che va verso l’autunno in piena emergenza energetica, con bollette che andranno a gravare sui bilanci delle famiglie e delle imprese. Un macigno per il nostro sviluppo, dato che siamo una potenza manifatturiera. Questa è l’emergenza principale, e non è il momento di giocare con la pazienza degli italiani. Serve indicare una direzione chiara, serve infrangere alcuni tabù, e serve avere coraggio. La Commissione UE spinge per un green deal che ucciderà le nostre imprese? Serve dire di no, con forza. Il no senza senso al nucleare fa il nostro interesse nazionale? No. Lo stop alla vendita di automobili a motore termico fa il nostro interesse nazionale? No, perché centinaia di migliaia di persone nel nostro paese, senza considerare poi l’indotto, perderebbero il lavoro. La prospettiva europea di razionamento energetico fa il nostro interesse nazionale? No. L’essere stati diplomaticamente nulli sulla questione del grano ucraino ha fatto il nostro interesse nazionale? No, perchè quel grano doveva andare ai paesi nordafricani, che dipendono quasi completamente dalle derrate ucraine e russe. L’innalzamento del prezzo delle derrate alimentari sta già creando disordini sociali in Medio Oriente e Nord Africa, che si tramuterà in maggiore pressione migratoria verso il nostro paese. Dobbiamo evitare in tutti i modi una nuova invasione. Il mediatore della “pace del grano” è stato Erdogan, e questo ci porrà in una condizione di debolezza rispetto al Sultano in futuri tavoli negoziali.

La guerra è un dato di fatto, sappiamo che i russi l’hanno scatenata. L’inflazione è galoppante, è un dato di fatto. Bisogna che il nuovo governo italiano, con la Lega e il centrodestra, favorisca con ogni mezzo la pace, scardinando la Turchia dal suo ruolo di kingmaker. Bisogna cominciare a dircelo in faccia che la guerra perenne ai nostri confini non è un disegno che ci appartiene, e che vogliamo la pace, senza umiliare gli ucraini, senza regalie ai russi e senza fantasie anti occidentali. Bisogna contrastare le follie green europee, perchè va benissimo la riduzione della dipendenza dal fossile, ma suicidarci a suon di falso rinnovabile è da pazzi, e c’è assoluto bisogno di riscrivere il recovery plan, nato già morto dopo la guerra. Serve non avere paura di riattivare le ricerche di idrocarburi nel nostro paese, ricordandoci che siamo gli eredi di Enrico Mattei. Serve fare gli interessi degli italiani senza paura, anche a costo di far scontento qualcuno a Bruxelles." Così Mirko Giordani in una nota inviata ad Agenzia Stampa Italia.

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