Art. 87 Costituzione, perché Mario Draghi è improponibile come presidente della Repubblica

(ASI) Ricordo agli smemorati che la Costituzione è ancora in vigore. Quindi, soprattutto in occasione della  prossima elezione del Presidente della Repubblica è opportuno che tutti i grandi elettori e tutti i rappresentanti dei partiti rispettino le norme che la regolano, ma anche la volontà del popolo italiano che - occorre ripeterlo - è sovrano.

Nel caso specifico ci viene in aiuto l'Articolo 87 della Costituzione*, il cui contenuto è chiaramente esplicito sin dalla prima riga: "Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale". Quindi, se per Conte e Letta vale il principio in base a cui la candidatura di Silvio Berlusconi sarebbe divisiva, allo stesso modo - ma anche per molti milioni d'italiani - la candidatura a presidente della Repubblica di Mario Draghi lo sarebbe ancor di più.

Anzi, interpretando bene l'Articolo 87 della Costituzione, la candidatura dell'ex Vice Chairman e Managing Director di Goldman-Sachs è palesemente irricevibile, oltre che oggettivamente improponibile. Non si tratta di pareri personali ma della realtà dei fatti e dalla giusta e corretta applicazione della norma in questione. Ciò è il risultato della netta separazione esistente tra Mario Draghi e una larga parte degli italiani a causa delle sue azioni, decisioni, dichiarazioni e misure restrittive divisive, tali da non poter rappresentare in alcun modo tutti gli italiani, giammai l'unità nazionale.

In aggiunta, sulla possibilità che l'attuale presidente del Consiglio (mai eletto in Parlamento) salga al Quirinale, anche alcuni partiti ed esponenti politici si sono detti assolutamente contrari.

Ad esempio, lo è fortemente Fratelli D'Italia, che su Mario Draghi al Quirinale ha confermato il suo disappunto. Posizione politica ribadita dal presidente Giorgia Meloni, durante l'ultimo vertice del centrodestra.

Anche il Popolo della Famiglia, con il presidente nazionale Mario Adinolfi, boccia senza mezzi termini la candidatura dell'ex presidente della BCE: «Non può essere simbolo dell’unità nazionale chi con l’ultimo Dpcm ha spaccato in due il Paese, varando norme che per il loro potenziale discriminatorio hanno preoccupato addirittura Amnesty International  che richiama il governo italiano a chiudere la stagione delle evidenti discriminazioni. Draghi non può salire al Quirinale dopo aver tolto a decine di milioni di italiani, non solo non vaccinati ma anche con due dosi di vaccino e green pass scaduto, persino il diritto di rinnovare il passaporto.  Roba che accade a Cuba, che accadeva presso un segmento della popolazione nel Sud Africa antecedente alla liberazione di Nelson Mandela. Sono norme da apartheid e chi le vara non rappresenta e non può più rappresentare l’unità nazionale». 

Sulla stessa linea anche L'Alternativa C'è e Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, oggi rappresentato in Senato dall'ex M5S Emanuele Dessì, che candidano al Colle il giurista, magistrato e accademico italiano Paolo Maddalena, il quale ha anche ricoperto l'incarico di giudice costituzionale.

Netta avversità alla candidatura dell'ex governatore della Banca d'Italia al Quirinale viene pure dal senatore Gianluigi Paragone e da Alessandro Di Battista. La stessa contrarietà verso il 'banchiere prestato alla politica' è inoltre espressa da un nutrito gruppo di altri parlamentari.

Ma, al di là di tutto, sia l'Articolo 87 della Costituzione sia l'opinione contraria di molti italiani  rappresentano due macigni - costituzionale e popolare - che bloccano, prima di partire e definitivamente, la strada ed il cammino di Mr. 'Whatever it takes' verso la prima carica istituzionale dello Stato italiano.

A nulla serviranno i giochi di potere e di prestigio dei partiti di governo (PD, M5S, Lega, Forza Italia, Italia Viva e LEU), perché il solo pensare di proprorre l'ex direttore generale del Tesoro a Presidente della Repubblica, renderebbe quei partiti - oggi dati in forte perdita di consenso da tutti i sondaggi -  ancora più sgraditi dagli italiani. Peggio, essi tradirebbero di fatto quella stessa Costituzione che hanno giurato di difendere.

Gli italiani hanno la memoria lunga e, state certi, che chi non terrà conto della loro opinione riceverà il conto alle prossime elezioni politiche nel 2023.

 

 

 

 

* Testo integrale dell'articolo 87 della Costituzione https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-ii/articolo-87

 

 

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