(ASI) Roma - "Partiamo da alcune semplici osservazioni. Tim detiene un asset strategico per il sistema Paese. In Italia in questo momento quello delle tlc è l'unico sistema di rete senza un forte presidio pubblico. Tim ha a sua volta partecipazioni strategiche come Sparkle, decisiva per le comunicazioni internazionali con i suoi cavi sottomarini.

E da ultimo, ma non per ordine di importanza, è sempre più necessario un processo di integrazione delle infrastrutture europee che permetta al Vecchio Continente di non finire come vaso di coccio tra Usa e Cina. Per questo, dopo l'operazione proposta dal fondo americano kkr su Tim, riteniamo che la Cassa Depositi e Prestiti, e il suo per ora silenzioso ad Dario Scannapieco, debbano prontamente attivarsi e chiarire cosa intendono fare delle rilevanti partecipazioni in Tim e Open Fiber. Non c'è più tempo da perdere e l'occasione della presentazione del piano industriale triennale della Cdp deve essere prontamente sfruttata. Come MoVimento 5 Stelle vogliamo essere chiari: quello che emerge dalle cronache di questi giorni non è un bel vedere, con fondi esteri di ogni estrazione che si stanno sistemano intorno al capezzale dell'ex monopolista pubblico. Il Movimento 5 Stelle, pertanto, torna a proporre quanto previsto in una nostra mozione depositata in Senato lo scorso 24 marzo: la costituzione di una società della rete con la presenza maggioritaria dello Stato e con dentro anche le torri del 4 e del 5G, il cloud e le infrastrutture eventualmente conferibili da altri operatori come RaiWay o Ei Towers. Il forte presidio pubblico è l'unico a garantire tutela dell'interesse nazionale, tutela della qualità e della quantità degli investimenti, tutela dell'interesse di cittadini e imprese ad aver il miglior servizio possibile". Lo comunica in una nota Andrea Cioffi (M5S), componente della Commissione lavori pubblici e comunicazioni, primo firmatario della mozione pentestallata presentata lo scorso 24 marzo. 

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