(ASI)"Abbiamo ricevuto dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) a firma del Direttore Generale Nicola Magrini PEC di risposta alla nostra missiva inoltrata in data 4 settembre 2021.

Nella missiva si esponeva la vicenda del 2014, dove a seguito di sole quattro reazioni avverse il vaccino influenzale fu prontamente bloccato, mentre oggi, nonostante ci siano migliaia e continue reazioni avverse si continua d inoculare un siero autorizzato solo in via emergenziale e non ancora approvato. 

Nella missiva pervenuta (di cui alleghiamo copia) la dichiarazione che più ci ha colpito, e riportata a conclusione della stessa, è quella in cui Magrini sostiene che le reazioni causate dal vaccino 'potrebbero essere un sintomo di un’altra malattia o potrebbero essere associate a un altro prodotto assunto dalla persona che si è vaccinata, concludendo infine che ‘l’Agenzia ha adottato decisioni fondate sulle conoscenze scientifiche disponibili di farmacovigilanza e di vaccinovigilanza garantendo ai cittadini informative chiare, tempestive ed aggiornate attraverso i propri canali di comunicazione’, aspetto alquanto discutibile. 

Abbiamo sottoposto la risposta dell’AIFA ad uno stimato medico cardiologo che opera secondo coscienza, di cui manteniamo riserbo, in quale ci fornito il suo punto di vista, una disamina chiara ed inequivocabile che di seguito riportiamo integralmente. 

‘La sperimentazione è finita dal punto di vista tecnico, ma il concetto eticamente è fuorviante. Andrebbe sempre ricordato e ben evidenziato, nei canali d’informazione ufficiali e nel consenso informato al paziente, che essa è terminata “quando i dati non erano ancora tutti disponibili”, in virtù del regolamento AIC (autorizzazione immissione in commercio condizionata). Come dovrebbe essere sempre correttamente comunicato che, per sopperire a tale indisponibilità di dati, le case produttrici si erano impegnate ad eseguire un monitoraggio aggiuntivo (di cui per inciso non avevano certo beneficiato i primi vaccinati, molti dei quali probabilmente a loro insaputa). E dovrebbe essere ben comunicato anche che le case produttrici hanno in  parte disatteso le buone intenzioni iniziali, eliminando il cieco ad esempio dopo soli otto mesi, perdendo così preziosi dati sulla sicurezza oltre tale periodo. Insomma una sperimentazione con aspetti peculiari che dovevano, e devono, essere comunicati, e che, unitamente all’intenzione dell’enorme numero di persone da vaccinare, avrebbe dovuto imporre l’utilizzo di un sistema di sorveglianza farmacologica attivo. 

E’ noto che un sistema passivo, come quello attuale, secondo studi in era pre-covid, produce un numero di segnalazioni compreso tra 1/10 e 1/100 rispetto ad un sistema attivo. E vi è motivo di ritenere che attualmente tale rapporto possa essere addirittura molto inferiore, a causa di ostacoli burocratici e malfunzionamenti dei sistemi informatici di raccolta più volte lamentati dagli utenti. Senza contare, stante il sospetto di relazione tra vaccino e patologie trombotiche, che queste ultime, essendo di per sé frequenti nella popolazione di media età e anziana, vengano considerate possibili reazioni avverse e quindi segnalate solo quando si presentano in persone più giovani, perdendosi così un numero potenzialmente enorme di infarti del miocardio, ictus, embolie polmonari ecc nei soggetti di età media/avanzata potenzialmente correlati ai vaccini. 

Dopo questa già enorme selezione di casi, dovuta a mancanza di farmacovigilanza attiva, interviene poi l’algoritmo di attribuzione di correlazione dell’OMS a decretare quasi sempre l’assenza di correlazione. L’algoritmo in sé, già aspramente criticato in passato nei suoi principi (es prof. Bellavite), viene ulteriormente inficiato dall’attuale cattiva pratica di non eseguire adeguata ricerca nell’ambito dei possibili meccanismi fisiopatologici alla base di potenziali reazioni avverse.

Se uno dei principi dell’algoritmo è infatti di attribuire correlazione quando, già soddisfatti altri criticabili criteri, vi sia nesso fisiopatologico tra vaccino ed evento avverso, come è possibile trovare tale nesso se si fanno solo rare autopsie convenzionali e non invece autopsie ad hoc, con studi mirati proprio ad evidenziare eventuali aspetti peculiari e non ancora noti dei vaccini? Non bisogna dimenticare che il sospetto principale per ora ricade su formazione di trombi e morti improvvise, eventi che se non approfonditi vengono facilmente etichettati come eventi patologici da altra causa.

Esemplificativi in tal senso sono stati i recenti studi dell’Istituto Reutlingen, che hanno mostrato reperti non convenzionali (es anomali infiltrati linfocitari, o altre immagini microscopiche tuttora non chiarite). Tali studi, condotti autonomamente, non promossi da istituzioni governative, non erano certo da considerare come lavoro eseguito in ambito routinario." Lo dichiara in esclusiva ad Agenzia Stampa Italia con una nota il Coordinatore Nazionale dell’Organizzazione Politica Italia nel Cuore (MIC), Mauro Tiboni. 

 

PEC Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) a firma del Direttore Generale Nicola Magrin  

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