(ASI) "Il Lancet, la rivista scientifica più prestigiosa al mondo assieme al British Medical Journal interviene sui risultati di efficacia dei vaccini. In una pubblicazione su Lancet Microbe, Piero Olliaro e colleghi (di cui alleghiamo il link*) riferiscono che la segnalazione della riduzione del rischio relativo (RRR) per la vaccinazione non riflette interamente la sua performance terapeutica in quanto considera il solo utilizzo della RRR come parametro di segnalazione.

 Propongono di utilizzare la riduzione del rischio assoluto (ARR) come misura dell'efficacia del vaccino. Tuttavia, questo suggerimento potrebbe avere un effetto paradossale nella percezione delle prestazioni del trattamento. Questo significa che fino ad ora la valutazione di efficacia dei vaccini è stata determinata in base all’indice RRR (Riduzione del Rischio Relativo), mentre ciò che, invece, conta è l’Indice ARR (Riduzione del Rischio Assoluto), ovvero quello che realmente incide, che varia tra le popolazioni e il tempo. Il titolo della pubblicazione del Lancet, ‘the elephant (not) in the room’ sta a significare che una verità che, per quanto ovvia e appariscente, possa apparire viene ignorata o minimizzata. Il mainstream ha raccontato una mezza verità? ovvero che il vaccino (farmaco sperimentale) della Pfizer-BionTech ha una riduzione del rischio di prendere il Covid pari al 95%, quello di Moderna del 94%, Astra Zeneca e Johnson&Johnson del 67%? Stando alla valutazione di Piero Olliaro, professore di malattie infettive della povertà presso l’università di Oxford, la risposta è si.

Nella nota si legge che ci sono molte lezioni da imparare dal modo in cui vengono condotti gli studi e vengono presentati i risultati. Con l'uso di soli RRR e l'omissione di ARR si influisce sull'interpretazione dell'efficacia del vaccino. Quando si comunica l'efficacia del vaccino, in particolare per le decisioni di salute pubblica come la scelta del tipo di vaccini da acquistare e distribuire, avere un quadro completo di ciò che i dati mostrano effettivamente è importante. Tali decisioni dovrebbero essere adeguatamente informate da una comprensione dettagliata dei risultati dello studio, che richiede l'accesso ad un set di dati completi e controlli e analisi indipendenti. Secondo quanto riporta il Lancet la classificazione del rischio tende ad ignorare gli ARR in quanto forniscono un valore completamente diverso rispetto agli RRR: 1 · 3% per l'AstraZeneca – Oxford, 1,2% per il Moderna – NIH, 1,2% per J&J, 0,33% per Gamaleya e 0,84%i vaccini Pfizer – BioNTech. Questi parametri vengono ad oggi ignorati in quanto diversamente il vaccino avrebbe già finito il suo corso. Ognuno tragga le proprie conclusioni."

Lo dichiara in esclusiva ad ASI con una nota il Coordinatore Nazionale dell’Organizzazione Politica Italia nel Cuore (MIC), Mauro Tiboni.

 

*Link pubblicazione Lancet Microbe Piero Olliaro 

https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S2666-5247%2821%2900069-0

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