(ASI) Si riporta la dichiarazione fatta oggi alla Camera dei Deputati dell'onorevole Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia in merito al voto di fiducia al Governo Mario Draghi.

" Nell’intervento citati Papa Giovanni Paolo II, Whitman, D’Annunzio, Saint Exupery e Roberto Vecchioni: 'Pure questo è amore'.

Grazie Presidente,

signori deputati, signor Presidente del Consiglio,

in questi giorni abbiamo più volte sfidato la nostra coscienza. Echeggiavano vacui richiami alla responsabilità, poco pregni di contenuti, quasi delle minacce: se non votate per noi siete fuori dal sistema. Sarete additati come cafoni che imbrattano i muri e attaccano briga, estremisti che tramano, quelli che erano fuori dall’arco costituzionale (minacciando di volerci spedire là). Di rado si è visto un accanimento simile contro chi sceglie l’opposizione. Prove tecniche di regime? E’ bene sappiate che l’intimidazione scivola storicamente sul piano inclinato della nostra indifferenza.

Le nostre scelte sono sì ragionate, ma hanno sempre una scintilla metafisica ad animarle. Sono ispirate spesso da quell’invocazione sublime di Papa Giovanni Paolo II che scosse il mondo: “non appiattitevi nella mediocrità… prendete nelle mani la vostra vita e fatene un autentico e personale capolavoro”.

Il suo richiamo, Presidente Draghi (non si allarmi perché il paragone con un beato avrebbe messo chiunque fuori gioco), non è stato altrettanto efficace.

Prima questione, non secondaria: lei e il suo governo, rispetto alla democrazia, da che parte state? Perché non ha accettato di mettere in sicurezza la salute degli italiani con un piano di vaccinazione efficace, consegnare il 30 aprile il Recovery Plan a Bruxelles e tornare alla normalità conducendo i cittadini a libere elezioni? Eppure lo fece Ciampi nel ‘93, quando l’Italia affrontava l’emergenza di tangentopoli. Guidò un governo a tempo e riconsegnò il suo mandato per far celebrare le elezioni anticipate. Perché non ha messo sul tavolo questa opzione così lineare? L’avremmo considerata anche noi. Perché non vuole sottoporsi al giudizio del popolo e fa sfigurare l’Italia al cospetto di tutte le democrazie del pianeta, dirette o indirette, facendosi nominare invece che legittimare dal basso? Per fare ciò che ieri ha illustrato occorre un mandato popolare, non basta una raccomandazione illustre… Forse perché volete che questo Parlamento, delegittimato nel consenso e superato dalla riforma costituzionale scelga il successore al Quirinale? O forse perché se si votasse ora finirebbe tanto a poco in favore del centrodestra? O forse perché lei, che viene da un altro mondo considera oligarchia e tecnocrazia sistemi concorrenti, tentato dal praticarli senza che la Costituzione lo preveda?

“Domande come queste mi perseguitano (direbbe Walt Whitman)… Cosa v’è di nuovo in tutto questo? Che la vita esiste, e l’identità, che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso”. Che noi possiamo contribuire con un verso.

(prendete nelle mani la vostra vita e fatene un capolavoro. Appunto).

La Presidente Giorgia Meloni le ha detto che saremo un’opposizione patriottica, non vogliamo nulla in cambio, veniamo dalla cultura del dono di San Martino e Gabriele D’Annunzio, regaliamo più di quanto abbiamo. Vogliamo ringraziarla per questo, invece di fare capricci?

Cosa significa? Che se lei salverà l’Alitalia e ne impedirà la svendita a Lufthansa, se salverà la produzione siderurgica nazionale noi ci saremo, se realizzerà il ponte sullo Stretto per far giungere le nostre eccellenze siciliane a Lione in 10 ore con l’Alta velocità, se investirà sulla logistica, realizzerà porti e nodi di scambio per fermare le merci asiatiche prima che giungano ad Amburgo noi saremo al suo fianco. Se porterà l’Italia in Africa a realizzare infrastrutture e lavoro, a combattere lo sfruttamento neocolonialista bloccando i flussi migratori faccia conto su di noi. Se farà pagare ai giganti del web tasse eguali alle imprese italiane impedendo la concorrenza sleale, proporrà all’Europa i dazi di civiltà contro la Cina comunista per dare impulso all’industria, conferirà ai lavoratori autonomi gli stessi diritti dei lavoratori dipendenti, sosterrà le imprese, abbasserà le tasse, moltiplicherà la ricchezza per combattere davvero la povertà, trasferirà poteri e risorse a Roma capitale noi saremo in prima fila.

Se 4 ore prima della riapertura degli impianti sciistici brucia 12 miliardi dell’indotto, se confermerà il Commissario Arcuri, tra gazebo milionari e provvigioni ingiustificate noi la contesteremo. Se, come già accaduto, rinuncerà ad attivare lo strumento della golden power e consegnerà alla francese Credite Agricole a costo zero il Credito Valtellinese, se avvantaggerà le finanze francesi o tedesche che vogliono papparsi banche e assicurazioni italiane, noi le daremo molto filo da torcere. Sul Monte Paschi Siena le ricordo che abbiamo sostenuto sacrifici non per privatizzarla a vantaggio di altri. La cessione di Borsa italiana alla Francia è stata una vergogna targata Pd, ci faccia vedere se è capace di riportarla a casa. L’aiuteremo. La fusione dell’ex Fiat con la cessione degli stabilimenti e una governance a maggioranza francese, senza alcun passaggio politico è stata una cessione di sovranità sbagliata. Noi la ripudiamo.

Lei dice che non c’è sovranità nella solitudine, condivido. Ma non c’è neppure nella cessione acritica a utopie illuministe con le quali taluni vorrebbero realizzare progetti egemonici già tentati nei secoli con le guerre. E spesso c’è più solitudine nella moltitudine. Non crede?

Ha citato tante volte il termine ‘Paese’… I ragazzi del ’99, quelli di Solferino e Curtatone, i ribelli delle 5 giornate, i rivoluzionari della Repubblica romana, i soldati di Nikolajevka ed El Alamein, i magistrati, i poliziotti, i carabinieri uccisi da mafia e criminalità non sono morti per un Paese. L’Italia non è un villaggio, ma una cultura millenaria, ha ragione lei, è una comunità di cui andare orgogliosi che ha conquistato con il sacrificio, anche estremo, libertà e indipendenza. Forse meglio dire nazione, stato o patria. Ci faccia un pensiero.

Lei ha evocato ieri la metafora dell’amore… Voler bene, diceva Saint Exupery, prevede che ci si attenda qualcosa in cambio dal proprio sentimento. E’ bello, è giusto. Ma l’amore è un’altra cosa. Offrire lavoro e lealtà più di quanta ne riceverà dai partiti che la sostengono è amore puro. Per citare con leggerezza uno straordinario cantautore italiano…

Forse non lo sa, ma pure questo, soprattutto questo, è amore."

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