(ASI) Roma - “Abbiamo intrattenuto un cordiale e proficuo incontro virtuale con i sindacati della Polizia penitenziaria che ci hanno rappresentato i problemi più urgenti affrontati dalla categoria, a cui è indispensabile dare risposte concrete e sollecite”.                                                                                                                                                    
Ne danno notizia i parlamentari della Lega Jacopo Morrone e Nicola Molteni, capo dipartimento sicurezza e immigrazione della Lega.
“In primo luogo, del tutto legittimamente, - affermano i due parlamentari - i rappresentanti sindacali della Polizia penitenziaria chiedono di essere considerati al pari degli altri Corpi delle Forze dell’Ordine nel trattamento che viene riservato dal decreto ‘Ristori’. C’è inoltre la clamorosa assenza nella legge di Bilancio di fondi destinati al Corpo, risorse ripetutamente sollecitate e promesse anche per l’equipaggiamento e le divise di cui è nota la drammatica scarsità e obsolescenza.
La nostra richiesta è quella di mettere 5 milioni di euro a bilancio, a fronte del fatto che sembra ci siano fondi solo per ammodernare i luoghi di lavoro dei detenuti. Nonostante, poi, sia noto il cronico problema di organico che investe la Polizia penitenziaria, non sono sufficienti le assunzioni rispetto a quelle già stabilite che non riusciranno a coprire neppure il turn over e altri problemi scaturiti dal servizio di destinazione alle Procure, con le problematiche che si innescheranno sulla destinazione degli agenti. Altro problema riguarda i protocolli Covid. Sono noti i ritardi del Ministero della Giustizia per cui ogni Istituto di detenzione si è, nei fatti, arrangiato confrontandosi con le Aziende sanitarie locali. Secondo i sindacati, a oggi sarebbero stati stimati 2.000 positivi tra agenti, detenuti e operatori. Paradossale, a questo proposito, la perdurante assenza di dispositivi di protezione individuale: il pacchetto riservato agli agenti è insufficiente, in alcune realtà addirittura composto da solo sette mascherine che dovrebbero bastare per 30 giorni. Una vera presa in giro”.
Durante l’incontro hanno preso la parola: Donato Capece (SAPPE), Francesco Laura (USPP), Mattia d’Ambrosio (CISL-FNS), Raffaele Pellegrino (SINAPPE).

 

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