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Tuttoscuola:    Oltre 117mila alunni disabili e 74mila docenti di sostegno coinvolti nella didattica a distanza. Quale inclusione per loro?

 

I numeri della scuola anti-Covid. Studio di Tuttoscuola

tuttoscuola(ASI) Quattro ragazzi con disabilità ogni 10 si trovano in classi per le quali è stata disposta la didattica a distanza. In Campania e Calabria il 100%, in Toscana il 50%, in Veneto il 23%. Loro e le loro famiglie potrebbero pagare il prezzo più alto:si profila una vera e propria emergenza per gli alunni con disabilità, il cui apprendimento è a rischio. Quali misure ha studiato il Ministero dell’istruzione per favorire l’inclusione. Da lunedì anche 151 mila alunni calabresi (dalla scuola dell’infanzia alla prima media) e 68 mila alunni toscani (di seconda e terza media) seguiranno le lezioni da casa, come i compagni più grandi. Salgono ora a 3.894.278, secondo i calcoli di Tuttoscuola, gli alunni complessivamente impegnati nella didattica a distanza, il 46,2%del totale.
Anche la Campania, come la Toscana, è diventata zona rossa, ma non c’è un maggiore effetto sulla scuola rispetto alla scorsa settimana in quanto il Governatore De Luca aveva già imposto lo didattica a distanza per tutte le classi.

Mano a mano che la geografia della pandemia tende a colorarsi dal giallo al rosso, la scuola si sposta dagli edifici scolastici alle case degli studenti. Tuttoscuola tiene aggiornata la contabilità di questo fenomeno di "scuola diffusa", ponendo ora l’accento sull’aspetto più delicato.
Tra i quasi 4 milioni di studenti in Dad c’è una categoria che, come già avvenuto nella primavera scorsa, rischia di pagare il prezzo più alto della esclusione dalla scuola: gli alunni con disabilità.
Tuttoscuola dedica a loro un focus. Quanti sono, quanti docenti di sostegno li seguono a distanza, regione per regione. Quali misure ha escogitato il Ministero dell’istruzione per favorire l’inclusione.

Sono 113 117 mila gli alunni con disabilità nelle scuole statali costretti dal DPCM 3 novembre e dalle ordinanze del Ministro della Salute e dei governatori di Campania e Calabria a starsene a casa e a seguire l’attività didattica a distanza.
E sono circa 74mila i docenti di sostegno che li seguono a distanza, con tutte le difficoltà del caso.

Gli alunni disabili restano a scuola? Da soli o con gruppi di compagni?
Il docente preposto al sostegno, costretto ad operare da lontano, non può infatti mettere in atto quei contatti e quegli interventi quotidiani che aiutano a conquistare autonomia operativa. Inoltre, senza l’intervento di un adulto, molti ragazzi con disabilità spesso non sono in grado di utilizzare efficacemente la strumentazione tecnologica per seguire gli interventi in DAD.

Va ricordato che l’ultimo DPCM ha previsto la possibilità della frequenza in presenza per gli alunni con disabilità (e per quelli che devono utilizzare i laboratori) "in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali".
C’è chi ha visto in questo un balzo all’indietro nel tempo con il ritorno delle ‘classi speciali’, abolite dalla legge 517 del 1977 proprio con l’obiettivo di realizzare la piena integrazione di tali alunni nelle classi ordinarie.
Per questo il Ministero dell’istruzione ha invitato in una circolare contenente indicazioni sull’applicazione del DPCM gli istituti scolastici ad assicurare il "coinvolgimento anche, ove possibile, di un gruppo di allievi della classe di riferimento, che potrà variare nella composizione o rimanere immutato, in modo che sia costantemente assicurata quella relazione interpersonale fondamentale per lo sviluppo di un’inclusione effettiva e proficua".
Una soluzione di incerta applicazione(con quali insegnanti? Soltanto con quelli di sostegno che comunque non possono assicurare la totale copertura oraria?), criticata dalla Confad (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità), favorevole invece a una terza strada: le lezioni domiciliari.

I numeri per Regione
Il numero degli alunni con disabilità nelle classi italiane è cresciuto a dismisura negli anni.
Nell’ultimo decennio si è incrementato del 49%, passando da 181 mila a 269 mila.
Secondo le stime di Tuttoscuola, di questi 269 mila alunni con disabilità, 117 mila si trovano in classi per le quali è stata disposta la didattica a distanza.
In Campania più di 14.500 piccoli alunni con disabilità inseriti nelle scuole dell’infanzia e primaria sono quasi del tutto esclusi dall’utilizzo dei device che li possono tenere collegati con il mondo esterno e con i loro insegnanti. A meno che non vi sia a sostenerli e guidarli a casa qualche familiare.

Complessivamente oltre 4 ragazzi con disabilità ogni 10 (43,7%) sono coinvolti in questa esclusione dalla didattica in presenza (soprattutto negli istituti superiori): 117 mila su 269 mila. Campania e Lombardia, con oltre 50 mila alunni con disabilità complessivi, raggiungono quasi la metà dei ragazzi obbligati a casa e in contatto con la loro scuola tramite la DAD.
In Toscana metà degli studenti disabili studiano in classi per le quali è stata disposta la didattica a distanza. In Veneto solo il 23%. Nelle regioni "gialle" e "arancioni" come noto gli alunni di prima e seconda media continuano ad andare a scuola, a differenza delle zone rosse.
Ecco i dati elaborati in esclusiva da Tuttoscuola:

74mila docenti di sostegno "a distanza": missione quasi impossibile
Passando dall’altro lato della cattedra (o del video), Tuttoscuola calcola che sono circa 74mila i docenti di sostegno che il DPCM 3 novembre e l’ordinanza del Ministero della Salute obbligano ad operare a distanza per i 117mila alunni con disabilità affidati, fatta salva la possibilità per questi di frequenza in presenza solo per loro. Rappresentano oltre il 43% dei 172 mila docenti di sostegno in servizio l’anno scorso nelle scuole statali.

Ci sono criticità purtroppo consolidate, a cominciare dal crescente incremento dei posti "in deroga" assegnati per legge a docenti precari. Alla situazione di precarietà dei posti in deroga va aggiunta quella di circa il 15-20% di posti di sostegno stabili vacanti in attesa della conclusione dei concorsi e assegnati a docenti con contratto annuale a tempo determinato.

Complessivamente secondo Tuttoscuola si può quindi ritenere che almeno la metà dei docenti di sostegno in servizio abbia un rapporto di lavoro a tempo determinato; tra i 74mila costretti ad operare a distanza non meno di 37 mila sono docenti precari. A quasi tutti sono stati affidati alunni diversi rispetto all’anno scorso, con i quali ora sarà ancora più difficile la relazione educativa nelle condizioni imposte dal contrasto al virus, mancando una reciproca conoscenza. È la prova che la continuità didattica a favore degli alunni con disabilità per il momento resta una chimera.

Un numero imprecisato di quei docenti di sostegno precari è anche privo di specializzazione.

Per ultimo va considerato il fatto che i docenti di sostegno in DAD vengono privati dell’interazione di gruppo con gli altri docenti della classe, indebolendo il lavoro in team, che è una delle condizioni per rendere efficace l’inclusione degli alunni affidati.

Insomma tutti questi fattori, alcuni endemici, altri dettati dalla pandemia fanno sì che sia in corso una vera e propria emergenza per gli alunni con disabilità, il cui apprendimento è a rischio.

In Campania, per effetto dell’ordinanza De Luca, sono in DAD tutti i 20.151 docenti di sostegno in servizio. Complessivamente le altre quattro regioni in fascia rossa superano i 24mila docenti di sostegno: in Lombardia 9.528, in Piemonte 5.701, Toscana 5.508 e in Calabria 6.827.

Sicilia e Lazio hanno rispettivamente 5.442 e 4.209 docenti di sostegno in DAD. La minore incidenza di insegnanti di sostegno in didattica a distanza si ha in Veneto, con il 23,5%.
Ecco i dati per Regione, elaborati da Tuttoscuola su dati del Ministero dell’istruzione.

L'approfondimento completo su tuttoscuola.com

Roma, 15 novembre 2020

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