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(ASI) Chieti - Un libro di Storia dei Movimenti e Partiti Politici che ho studiato al Corso di Laurea in Scienze Politiche indirizzo storico - politico, si intitolava "Interessi e Passioni" che sono le due forze che muovono la politica e proprio partendo da questo presupposto si deve leggere il confronto politico elettorale delle Comunali di Chieti che avranno nel ballottaggio del 4 - 5 ottobre 2020 l'epilogo finale con la scelta definitiva del nuovo Sindaco di Chieti per il prossimo quinquennio.


Infatti, per arrivare fino a questo ballottaggio, in una campagna elettorale segnata da una lunga forzata pausa per il Covid 19, ci sono vari interessi e passioni che si sono a volte incontrate, altre volte scontrate.
Prima di tutto partiamo dalle passioni: come quella di chi ama la politica e vuole tornarla a fare da protagonista; come quella di chi vede nella politica una missione e la fa con mero spirito di mecenatismo al servizio delle arti, della storia, della cultura; come quella di chi ama la propria città e vuole mettersi al suo servizio per migliorarla; come quella di chi vuole e sa ascoltare le problematiche della popolazione per risolverle; come quella di chi vuole riportare Chieti agli antichi fasti di quando era considerata l' "Atene d'Abruzzo" per la sua forza politica, la sua storia, i suoi servizi che offriva.
Dall'altro lato ci sono gli interessi: come quelli di chi vuole primeggiare sugli altri in una sana competizione elettorale; quelli della partitocrazia di conservare e o conquistare il Comune di Chieti; quelli del mondo imprenditoriale che vuole avere un certo peso specifico nelle scelte che contano; quelli di chi vuole, cerca un riscatto e o una rivalsa politica personale per se stesso o gli altri, o contro gli altri.
Queste sono alcuni (e scusate se ne ho saltato qualcun altro) degli "Interessi" e delle "Passioni" scese in campo nell'Arena politica della competizione elettoralistica comunale del Capoluogo Teatino, che poi dilaniano da anni la politica teatina, divisa fra chi ha una visione più "esclusiva" e chi più "inclusiva" dello sviluppo futuro della città, fra chi mette davanti la ragione e i freddi calcoli politici, e chi invece il cuore e la passione, chi gli interessi personali o di Partito, e chi l'interesse e l'amore per la propria città.

Queste diverse visioni e concezioni della politica teatina che si sono spesso incrociate, altre volte divise, non sono mai sempre riferibili a una singola parte politica, ma sono difetti e pregi che contraddistinguono a volte una parte politica , a volte l'altra, perché come si dice "chi è senza peccato scagli la prima pietra", pertanto spero che nessuno si senta chiamato in causa in prima persona o si offenda perché non è questo il mio intento.

Da questo calderone che contraddistingue la politica teatina da anni e che si è aperto dopo la naturale fine della seconda amministrazione Di Primio, è venuto alla fine fuori questo ballottaggio che ha dato già i primi responsi, cioè che nelle elezioni comunali teatine il Centrodestra e il Centrosinistra che si presenteranno allo "scontro diretto" della "finalissima", non possono fare a meno del mondo del civismo e dell'associazionismo per l'amministrazione della "res publica" a livello locale, visto che è proprio il mondo civile che fungerà da ago della bilancia per la vittoria finale.

Per la cronaca sarà il confronto fra il candidato di centrodestra Di Stefano e quello del centrosinistra Ferrara il ballottaggio che si terrà il 4 – 5 ottobre 2020 per decidere chi sarà il prossimo Sindaco di Chieti.
Agli albori di questa campagna elettorale, ad inizio 2020, si pensava che il candidato del centrodestra, sospinto anche dalla popolarità di Matteo Salvini e della Lega, ce l'avrebbe fatta subito già al primo turno , ma, la frattura creatasi nella coalizione del centrodestra, con la sospensione da Forza Italia a livello comunale dell’Assessore Regionale Mauro Febbo e dei consiglieri comunali forzisti (che hanno promosso la candidatura del civico Di Iorio), le ben 13 liste degli avversari, il voto disgiunto e l’ottimo risultato dei due civici De Cesare e soprattutto Di Iorio, hanno decretato che sarà il ballottaggio a decidere chi siederà sullo scranno più alto di "Palazzo d'Achille".

Il responso delle urne ha visto anche la sensibile discesa nei consensi del Movimento Cinque Stelle rispetto alle scorse comunali, anche se i Grillini, possono considerarsi soddisfatti, poiché hanno limitato i danni, andando comunque sia a conquistare un seggio in città.

Per quanto concerne la conquista dei seggi nel prossimo Consiglio Comunale si dovrà attendere il ballottaggio per definire esattamente la ripartizione dei seggi e proprio dalle forze che saranno incluse o escluse dalla prossima assise civica in caso di vittoria di uno o dell'altro candidato, può essere influenzato l'appoggio anche non ufficiale di una parte politica a uno o all'altro candidato sindaco che andrà al ballottaggio.

Ma chi è favorito alla vittoria finale?

Di seguito ecco alcuni fattori importanti che potrebbero influenzare il voto al ballottaggio

- La simpatia e l'antipatia personale: come dimostrato anche dal Referendum che ha visto la vittoria del Si, riducendo il numero dei rappresentanti democratici in Parlamento, l'irrazionalità legata al livore verso la singola persona o la classe politica è qualcosa che influenza in maniera determinante tutte le elezioni popolari e non si può non considerare.
- Gli organi d'informazione: i mass media possono influenzare l'elettorato.
- Gli appoggi a livello regionale, nazionale, ed europeo. La città di Chieti con l'amministrazione Di Primio ha vissuto un momento molto difficile ed a influenzare spesso in negativo alcune situazioni non è stata la scarsa abilità politica o amministrativa dei singoli attori, ma bensì in primis i tagli ai fondi pubblici destinati ai Comuni col rigore amministrativo previsto dal Governo Monti nel 2012 che ha inferto un grosso danno alle casse comunali ed in secondo luogo, il fatto di avere una amministrazione regionale di colore opposto a quella cittadina che ha, nel secondo mandato Di Primio, in un certo modo penalizzato l'arrivo dei fondi che transitano per la regione. La Giunta Marsilio è attualmente di centrodestra. Per quanto riguarda i fondi europei, invece, bisogna avere degli esperti in grado di saperli procacciarli e gestirli.
- L'esperienza politica e la capacità di potersi dedicare alla città senza dover scendere troppo spesso a compromessi: la città di Chieti ha bisogno di un Sindaco in grado di saper dialogare con i piani più alti della politica e di poter avere anche a livello lavorativo ed economico quella forza che può permettere di scendere il meno possibile a compromessi, perché tutelare gli interessi di Chieti vuol dire spesso andare contro quelli di altre città abruzzesi attualmente più forti e di lobby economiche.
- La composizione del Consiglio Comunale a seconda se vincerà Di Stefano o Ferrara: in caso di vittoria di Ferrara la rappresentanza dei poli civici di Di Iorio e De Cesare sarà più ridotta.

Spero che vi sia piaciuta questa mia disamina fredda e mi aspetto delle osservazioni da parte della cittadinanza per aprire a tal proposito un dibattito.

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

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