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Politica Nazionale

Umbria. Protesta degli studenti alla riapertura delle scuole: «classi pollaio e pochi docenti, non esiste un rientro in sicurezza»

Di Redazione ASI 15 Settembre 2020 – 09:00 1 min di lettura
protesta studenti copy(ASI) Dopo mesi di didattica a distanza, si rientra a scuola con la mascherina e banchi monoposto, ma  fin dai primi giorni gli studenti sono sul piede di guerra: troppe classi pollaio, bus affollati e pochi professori.                                                                                                                                                                  
In centinaia di scuole in tutta Italia si stanno verificando proteste agli ingressi, per chiedere un reale rientro in sicurezza. Anche a Perugia, il Fronte della Gioventù Comunista si mobilita:
  
« Il rientro in sicurezza tanto sbandierato dalla ministra Azzolina non esiste, mancano spazi e docenti» dichiara Maria Chiara Verducci , responsabile del FGC locale « Come si puó parlare di rispetto del  distanziamento se ci sono classi pollaio e trasporti pubblici affollati? In questi sei mesi il governo avrebbe dovuto predisporre spazi adeguati e aumentare le assunzioni: le mascherine e la ricreazione in classe non bastano ad evitare il contagio. Abbiamo assistito durante il lockdown all'esclusione di migliaia di studenti dalle lezioni a causa della didattica a distanza: per  evitare che questo diventi la normalità bisogna garantire fin da subito sicurezza e diritto allo studio. Sennó saranno sempre gli studenti dei quartieri popolari e delle periferie a farne le spese, e i lavoratori e i precari della scuola su cui il governo adesso fa solo propaganda».
«Non vogliamo essere costretti a scegliere tra diritto allo studio o alla salute» conclude Verducci «Siamo pronti a farci sentire, a scioperare, pretendiamo un rientro in sicurezza. Abbiamo avviato un’inchiesta nazionale sul rientro a scuola, non permetteremo che la ripartenza delle lezioni avvenga a rischio e pericolo della nostra salute. Servono soldi alla scuola per garantire un’istruzione di qualità per tutti, non lasceremo che la crisi dovuta alla pandemia  diventi la scusa per nuovi tagli e attacchi ai diritti degli studenti e dei lavoratori».
Nota della Redazione

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