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(ASI) Maggiori e più qualificati controlli sui trasporti di animali vivi. Questo l’obiettivo di un apposito Protocollo d’Intesa siglato tra il Ministero della Salute e la Polizia di Stato. L’allargamento dell’Unione europea e l’incremento degli scambi commerciali con Paesi comunitari ed extracomunitari, ha fatto riscontrare un aumento del numero di imprese e di veicoli che esercitano l’attività di trasporto degli animali vivi sul territorio italiano. La Relazione annuale prodotta ai primi di settembre dallo stesso Ministero sui controlli effettuati in Italia sulla Protezione degli animali durante il trasporto e riferita ai dati all’anno 2010, aveva evidenziato un generale incremento delle infrazioni rilevate, confermando la difficoltà di ottemperare a quanto previsto dalla normativa vigente di fronte ad una generale tendenza a porre minor attenzione alle condizioni di viaggio degli animali da parte dei trasportatori.

Le infrazioni rilevate come più frequenti tra quelle classificabili a carico del benessere animale sono state l'eccessiva densità di carico e il non rispetto dei tempi di sosta e questo dato del 2010 conferma quello degli anni precedenti. Il mancato funzionamento dei dispositivi d'abbeveraggio ha presentato, sul totale delle infrazioni accertate, un‘incidenza particolarmente elevata nei trasporti di suini e di ovini.

Per quanto riguarda le irregolarità a carico dell'automezzo, le più diffuse sono state quelle riguardanti l'assenza di dispositivi obbligatoriamente previsti dalla normativa più vecchia sui mezzi autorizzati ai lunghi viaggi, come divisori, lettiera, impianti di abbeveraggio e di illuminazione. Minore, invece, l’incidenza delle infrazioni per l’assenza dei dispositivi la cui installazione è stata prevista dalla normativa più recente (Regolamento n.1/2005) come i misuratori di temperatura e i rilevatori di posizionamento satellitare.

L'analisi delle principali irregolarità riscontrate nel 2010 aveva dunque indotto la Direzione Generale Sanità Animale dl Ministero della Salute a valutare la necessità di meglio curare, accanto al miglioramento del coordinamento e all’implementazione dei controlli, anche la formazione dei soggetti deputati al controllo e l'informazione e l'educazione di tutti gli operatori della filiera del trasporto di animali vivi.

Da qui il Protocollo d’Intesa firmato con la Polizia di Stato, che mira a programmare e potenziare sul territorio nazionale l'attività di controllo su strada dei vettori commerciali dediti al trasporto di animali. L’accordo prevede che verranno predisposti servizi congiunti, sia sulle direttrici della rete stradale nazionale sulle quali si realizzano i maggiori volumi di traffico di animali vivi; sia su quelle direttrici su cui è più alta la probabilità di riscontrare irregolarità nel trasporto di animali. Ciò anche per uniformare sul territorio nazionale, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, l'attività di controllo su strada degli automezzi che effettuano tali trasporti.

L’obiettivo dichiarato dell’intesa è quello di “garantire la legittimità delle operazioni di trasporto internazionale, la correttezza dei rapporti di libera concorrenza e la vigilanza sul fenomeno dell’abusivismo nel trasporto di animali vivi per la tutela del benessere e della salute degli animali”.

L’accordo siglato permetterà agli organi accertatori di avvalersi di apposite strutture, individuate dalle Regioni o dai Servizi Veterinari della ASL territorialmente competente, per il ricovero temporaneo degli animali, qualora si renda necessario il loro scarico per ragioni sanitarie, di tutela del loro benessere o per l’attuazione del fermo amministrativo del mezzo di trasporto.

E’ stato anche concordato un programma di formazione specifico per il personale dedicato  ai controlli sul trasporto di animali vivi, affinché sia garantita la migliore professionalità del loro lavoro.

Sull’iniziativa è da registrare la presa di posizione dell’Ente Nazionale Protezione Animali. “Su bovini, ovini, suini,avicoli, equini e conigli che ogni giorno  attraversano il continente europeo pende una doppia condanna. Ad aspettarli, infatti, non c’è soltanto il  mattatoio. C’è anche un viaggio estenuante nei rimorchi dei camion,  dove vengono ammassati per molte ore e per centinaia di chilometri.  Sono previste, è vero, delle pause ma si tratta di semplici palliativi 
che non eliminano la sofferenza ed il maltrattamento che essi sono costretti a sopportare”.

Dunque, pur esprimendo apprezzamento per il Protocollo d’Intesa, che attesta la volontà la volontà di combattere più severamente la violazione diffusa delle  norme che disciplinano il trasporto di animali vivi, l’ENPA rilancia, sostenendo che “l’unico modo per  evitare ulteriori, inutili sofferenze agli animali è quello di  metterne al bando i trasporti internazionali”.

 

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