(ASI) "Il ministro Gualtieri ha già comunicato che è sua intenzione mettere mano alla riforma fiscale legata alla lotta all'evasione fiscale. Volesse Iddio che la facesse contro banche, assicurazioni e multinazionali.

Saremmo ben lieti ma dubito fortemente che andrà così. Felice ovviamente di sbagliarmi, ma guardiamo ai fatti. Nella convenzione triennale 2018/2020 che il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha stipulato con l'Agenzia dell'Entrate c'è un indicatore che stabilisce che il 94 per cento dei controlli fiscali deve avere esito positivo. In sostanza, ogni volta che il fisco fa una verifica deve trovare un'evasione. La conseguenza di un tale accordo trasforma il Fisco come un’azienda che deve fatturare a tutti i costi. Questo è anche il motivo per cui l'ente anche se perde in primo grado va avanti fino in Cassazione dove a volte vince solo perché il malcapitato di turno non ha più liquidità per pagarsi gli avvocati, oltre ad aver già versato il 33 per cento per l'opposizione in primo grado. Quindi se proprio il ministro vuole fare questa benedetta riforma, inizi ad abolire in ordine: inversione dell'onere della prova, solve et repete e introduca l'impossibilità dell'ente di ricorrere in appello in caso di soccombenza in CTP. In caso di vittoria del contribuente a titolo di rimborso spese e morali sia elargita una somma pari al 20 per cento di quella incautamente richiesta dall'ente. Ecco ministro Gualtieri inizi da questo". Lo dichiara in una nota Lino Ricchiuti, viceresponsabile Nazionale Imprese e mondi produttivi di Fratelli d'Italia.

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