(ASI) Padova - I pericoli maggiori del virus, al di là degli effetti fisici sul corpo umano, sono a mio avviso due: sragionare e dividere. Sono reduce dalla rassegna stampa quotidiana, nella quale reperisco una notizia che mai avrei voluto leggere, e che mi fa venire i brividi al contempo: nel quartiere adiacente al mio, un signore che correva senza l'ausilio della mascherina è stato fermato da due "giustizieri" e pestato.

Due persone si sono sostituite alla legge, e hanno punito un trasgressore, reo di effettuare attività fisica senza la protezione adeguata. Un clima di caccia alle streghe mai visto prima nella storia della Repubblica, nel quale subentra un senso di superiorità individuale, che spinge ad andare a caccia del nemico. Nessuno sviluppa invece senso critico, capacità di analisi, e si chiede invece se le norme che ci hanno imposto siano giuste o meno. Abbiamo sentito i virologi di tutto il mondo affermare tutto il contrario di tutto, non abbiamo ancora alcuna certezza sul futuro, ed ora il nostro compito principale sembra sia divenuto osservare le attività del vicino, spiandolo dal poggiolo di casa, distruggendo rapporti sociali e coesione.

Nessuno, salvo pochissimi, si interroga quale follia giuridica ci sia dietro i 200 metri di spostamento dal domicilio, ora divenuti in certe regioni 500, e pochissimi protestano contro le limitazioni alle libertà personali costituzionalmente garantite, violate dai Decreti Presidente Consiglio dei Ministri approvati scavalcando Parlamento e Carta Costituzionale. Solo pochi giorni fa, infatti, la Camera Civile degli Avvocati Pratesi ha chiesto l'annullamento del Dpcm del 10 aprile 2020, per illegittimità, in palese violazione degli art. 16 e 32 della Costituzione, oltre che d'impedimento dell'attività lavorativa e di iniziativa economica (1). Restano questi tuttavia casi isolati, in un maremagnum sempre più torbido. Quale Governo totalitario del passato ha impedito ai suoi cittadini di andare in bicicletta, sostare in una panchina, o salutare una persona dall'altra parte della strada? Nessuno. Il Governo Conte bis, democratico, c'è riuscito, comminando fino a 4000 euro di multa per uno dei casi sopraccitati, tutti avvenuti. Si è proceduto ad aprire le librerie, ma ci si vede respinti se si tenta di varcare la soglia dei 500 metri dal domicilio. E pochissimi dispongono di una libreria di quartiere, soprattutto nei piccoli paesi o nelle borgate. E siamo ancora convinti che la narrazione mainstream che tutte queste follie giuridiche siano per il nostro bene? Il virus ha avuto l'effetto di farci sragionare, di non farci pensare con la nostra testa, di farci sorbire supinamente un bombardamento di dati che ci ha solo portati alla divisione, tra amici, vicini di casa, conoscenti del quartiere ed infine, come italiani tra regione e regione.

Non siamo ancora entrati nella fase 2 (quella della riapertura progressiva delle attività), poiché lo Stato centrale non ha ancora un piano preciso. Trincerandosi dietro la salute pubblica, il Governo rimanda il più possibile le aperture, e Roma non esercita il suo potere di centrale. Sentiamo quotidianamente un effluvio di dichiarazioni disgregatrici: "Trento e Bolzano intendono sospendere i pagamenti a Roma" (2), il Governatore della Campania è "pronto a chiudere i confini della Campania" (3), e la Sicilia chiede che lo stretto di Messina sia monitorato giorno e notte. Queste competenze si configurano nei poteri del Governo centrale di Roma, non dei Delegati Regionali! E ognuna di queste affermazioni sono palesi violazioni della Costituzione, a cominciare dalla sparata del Governatore della Campania. Sembra di essere tornati all'Italia dei Comuni e delle Signorie, senza tuttavia il genio ch'esse mostravano al mondo. Paradossalmente, il virus ha frammentato e diviso l'Italia (non solo tra nord e sud) più di quanto abbia potuto fare un ventennio di Lega a trazione bossiana.

Questo abdicare della politica al suo compito principale (il rispetto della carta costituzionale) lo si è visto nella cosiddetta "fase della ricostruzione". L'unica preoccupazione reale del Governo, per accantonare ogni responsabilità, è stata la creazione dei comitati di esperti, capitanati da un manager di telefonia. Tutte persone che risiedevano all'estero, richiamate in Patria apparentemente per un forte senso civico, pronte ad escogitare un piano di ricostruzione. Parliamo di un compito che spettava alla politica, e ai Parlamentari eletti dal popolo italiano, e non di supermanager che percepiranno ulteriori emolumenti pagati dai contribuenti! Il capolavoro finale è infine, la linea che il Governo terrà per la riunione de 23 aprile in Europa. Opposizione e maggioranza, sono divisi su tutto. Il piano europeo per la ricostruzione prevederebbe: 200 milioni di euro della BEI (Banca Europea degli Investimenti), 100 milioni del piano Sure (cassa integrazione europea), Mes, Fondo Salva Stati, i tre pilastri principali sarebbero in realtà tre: Mes, Sure e Recovery Fund, il fondo per la ripresa. Il Governo frammentato tra visioni opposte di maggioranza (divisa tra 5 Stelle e Pd) e opposizione (divisa a sua volta tra Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia), venerdì scorso ha votato tutto contro tutto. Riepilogare ogni voto sarebbe banale. Non è ancora noto quale strategia adotterà il Governo Conte il 23 nel consesso europeo, quali risultati possa portare a casa, ma soprattutto, quale mandato parlamentare possa vantare per poter votare ed approvare determinate misure che poi il Paese dovrà adottare. I dati sulla recessione sono tuttavia disponibili: nel 2020, per l'Italia vi sarà un meno 9,6%. Siamo sicuri che andrà tutto bene?

Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia

 

(1) https://www.tvprato.it/2020/04/la-camera-civile-degli-avvocati-pratesi-chiede-lannullamento-del-dpcm-del-10-aprile-e-illegittimo/

(2) https://www.quotidiano.net/politica/bolzano-trento-versamenti-roma-1.5112084

(3) https://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2020/04/17/-coronavirus-fontana-riapertura-45-con-ok-scienza-_4517acb8-7b94-4899-a0aa-8f8177977845.html

 

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