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Politica Nazionale

Carceri: errato considerarle un mondo a parte, hanno missione simile agli ospedali

Di Redazione ASI 18 Aprile 2020 – 17:48 2 min di lettura

piazzacarceri(ASI) Roma – “E’ facile risolvere il problema svuotando le celle. Il problema è che così lo stesso problema non si risolve mai. Ci rivediamo tra pochi anni, e nuovamente, si aprirà la discussione sullo stesso problema, sulla stessa emergenza.

Va detto che una causa importante di questa persistente condizione critica, è data dal fatto che di carceri si parla molto, solo nel momento in cui non c’è più nulla da fare, solo nel momento in cui la situazione è disperata ed è fuori controllo. Una costante informazione sul mondo delle carceri, al contrario, permetterebbe di evitare che si formino delle situazioni così gravi e così mostruose. Immaginate cosa potrebbe succedere negli ospedali, nei tribunali, nelle nostre pubbliche amministrazioni, nella politica, se non si sapesse nulla, proprio nulla, di ciò che succede quotidianamente all’interno di quegli ambienti. In sostanza, una rilevante causa di questo costante dramma delle carceri, è data dal fatto che le stesse carceri, sono considerate e trattate come un mondo separato e a parte. Per il futuro, quindi, cominciamo da subito a mutare il punto di vista, la prospettiva. Cominciamo a puntare una luce su questo settore buio e impenetrabile. Aumentando la possibilità di contatti con l’esterno, cominciamo ad avvicinare le carceri al mondo, e spingiamoci al punto di considerarle come una parte di questo stesso mondo. Ciò permetterà di avere uno stabile monitoraggio delle situazioni, ciò consentirà di intervenire in tempo, ciò permetterà, in sostanza, di tenere più facilmente la situazione sotto controllo. Per avvicinare le carceri al mondo, iniziamo a pensare di esse, come se fossero niente più che una delle tante strutture che uno Stato è tenuto a creare per i suoi cittadini. Iniziamo a pensare delle carceri, come se fossero, ad esempio, delle strutture di cura, come se fossero degli ospedali. Del resto, la missione delle carceri, in virtù del dettato costituzionale, deve essere quella di rieducare i condannati, ed allora è evidente che c’è una profonda necessità di curare, è evidente che c’è una profonda necessità di guarire questi soggetti, proprio come se si trattasse degli ammalati. Questa somiglianza tra carceri e ospedali, magari ci consentirà pure di riflettere sull’opportunità di seguitare a “dimettere” le persone dal carcere, prima che queste persone abbiano terminato le cure stabilite e senza che queste persone, presumibilmente, siano realmente guarite”. Così in una nota Giuseppe Maria Meloni, portavoce di Piazza delle Carceri e della Sicurezza del cittadino.

Nota della Redazione

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