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(ASI) "Siamo in presenza di uno scenario da guerra, la gente si fa giustizia da sola". Sono le parole di Dino De Rubeis, sindaco di Lampedusa, dove nelle ultime ore sono degenerate le proteste dei cittadini e dei clandestini accolti nell'isola.

Dopo le contestazioni di centinaia di tunisini e l'incendio doloso che ieri pomeriggio ha distrutto il centro d'accoglienza di contrada Imbriacola, è esplosa la rabbia degli abitanti dell'isola. Numerosi infatti i lampedusani che oggi sono scesi in piazza per protestare contro il sindaco e la gravosa situazione che, ormai da mesi, va avanti nell'isola siciliana.

"Lo Stato mandi subito dei mezzi necessari per trasferire i tunisini che vagano per l'isola dopo avere incendiato ieri il centro di accoglienza. Scrivete pure che ho una mazza da baseball dentro il cassetto della mia scrivania. Mi devo difendere, e sono pronto a usarla" ha aggiunto De Rubeis che nelle ultime ore è asserragliato assieme alla sua scorta nel municipio, teatro delle contestazione dei cittadini.

Stessa sorte anche per i cronisti arrivati nell'isola per documentare lo scenario di guerriglia: numerosi giornalisti di varie testate sono stati aggrediti e bersagliati dalla folla.

"Ci era stato promesso una decina di giorni fa che tutti i clandestini presenti nell'isola sarebbero stati trasferiti- ha aggiunto De Rubeis- invece ne stanno spostando solamente 100 al giorno. Adesso che il centro é stato bruciato, non ci sono più neanche gli spazi per potere ospitare tutte queste persone. Sono ancora in attesa di potere parlare con Berlusconi e con il ministro Maroni per sapere cosa intendono fare e come dovremo regolarci".

Inevitabile lo tsunami politico che ha generato la questione: dal Viminale è Sonia Viale a prendere parola promettendo il trasferimento dei clandestini entro 48 ore dall'isola. "Esprimo la più ferma condanna per le violenze in corso sull’isola di Lampedusa - dichiara Viale in un comunicato del ministero - e confermo la massima e costante attenzione del Viminale su quanto sta accadendo. Gli atti vandalici e le rivolte poste in essere dai cittadini tunisini nascono dalla loro consapevolezza di essere rimpatriati. Tali episodi di inaccettabile violenza non modificano il piano dei rimpatri, che prosegue e non subirà rallentamenti. Entro le prossime 48 ore tutti i clandestini presenti a Lampedusa saranno trasferiti per essere poi rimpatriati. Un ringraziamento va al Prefetto, al Questore, alle Forze dell’ordine ed ai Vigili del Fuoco che stanno tenendo un comportamento attento e responsabile in un momento di forte tensione".

Inevitabili le contestazioni da parte dell'opposizione: Fabio Giambrone, vicecapogruppo dell’Italia dei Valori al Senato, ha dichiarato in merito: "Quello che sta succedendo a Lampedusa è l’inevitabile effetto di una situazione insostenibile, la causa del disastro è però da ricercare tutta nell’approssimazione, nella negligenza e nell’incapacità con cui il governo continua ad affrontare il problema immigrazione. Il Ministro Maroni venga subito a riferire in Aula sull’accaduto. E’ ovvio che è stato ancora una volta commesso un gravissimo errore di sottovalutazione, e questo nonostante i ripetuti allarmi lanciati dall'alto commissariato Onu per i rifugiati, dalle forze di polizia dallo stesso sindaco di Lampedusa. Il dato di fatto è che sull’isola si continua a passare da un’emergenza all’altra, senza che il governo abbia trovato uno straccio di soluzione. Evidentemente – conclude Giambrone - Berlusconi è troppo impegnato nell’organizzare feste e festini ad Arcore o a Palazzo Grazioli per potersi occupare di un dramma che riguarda non solo migliaia e migliaia di migranti disperati ma anche i sempre più esasperati abitanti di Lampedusa”.

Dalle file del Partito Democratico sono i senatori Francesco Ferrante, Roberto Di Giovanpaolo, Roberto Della Seta e Marco Perduca a parlare ed in una nota congiunta dichiarano a riguardo: ""La situazione a Lampedusa sta degenerando con scontri violenti tra la polizia e gli immigrati tunisini, nel silenzio tombale del governo. E' assolutamente urgente che il governo venga in Parlamento a riferire sui fatti di oggi, sulla drammatica condizione sia degli immigrati nel centro di accoglienza che degli abitanti dell'isola siciliana. Purtroppo - continuano i senatori del Pd - ciò che sta accadendo a Lampedusa ha tutta l'aria di una tragedia annunciata di cui il governo ha precise responsabilità. A parte show mediatici e promesse, niente è stato fatto per migliorare le condizioni degli immigrati detenuti nel centro di accoglienza e per allentare la pressione sugli abitanti dell'isola. Lampedusa è stata abbandonata a se stessa. E' urgente che il ministro dell'Interno Maroni venga a riferire in Senato su quanto sta avvenendo e su quanto il governo intende fare per affrontare la situazione".

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