(ASI) "Ci saranno da rivedere molte cose, da rivedere molti comportamenti, rivedere anche molte scelte del passato".

Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo a Bucarest al Forum economico degli imprenditori italiani che operano in Romania aggiungedo: "Certe volte mi chiedo che cosa sia cambiato rispetto al 2 giugno, quando abbiamo celebrato solennemente con tanti Capi di Stato di paesi amici vicini e lontani, tra i quali il Presidente Basescu, nella parata militare e al ricevimento al Quirinale, il 150° anniversario dell'Unità d'Italia; cosa sia cambiato rispetto a quel momento in cui veramente abbiamo sentito un paese che reagiva all'unisono, in cui registravamo una adesione al di là di ogni aspettativa alle celebrazione del 150° anniversario, a testimonianza della profondità del sentimento nazionale, dell'attaccamento all'Italia e anche della volontà unitaria degli italiani. Abbiamo fatto l'unità, perché siamo stati uniti e dobbiamo rafforzare l'unità trovando nuove ragioni per essere uniti nel rispetto di tutte le distinzioni, della dialettica politica democratica, delle differenze culturali e di opinione. Però, dobbiamo riuscire a sprigionare un forte fermento nazionale unitario che ci permetta di fare fronte alla sfide che abbiamo davanti. Non può essere cambiato tutto dal 2 giugno al mese di luglio o al mese di agosto o al mese di settembre soltanto perché c'e' stato - diciamo pure - un certo impazzimento dei mercati finanziari.Non dobbiamo prendere degli abbagli, non dobbiamo cadere in delle psicosi di timore se non addirittura di sbandamento. Sono questioni molto complicate, ed è anche vero che non risolviamo dicendo: ci sono gli speculatori. Nei mercati in questo momento, tra gli investitori - perché c'è gente che investe in borsa e nei titoli di stato - c'è una crisi di fiducia nel sistema Italia, ma più che nel sistema Italia, nella situazione di sostenibilità finanziaria del nostro paese per effetto di quel debito pubblico accumulato nei decenni e che ci portiamo dietro. Ci siamo portati dietro questa grande massa di debito pubblico accumulato anche con grande accortezza: abbiamo molto ben gestito il debito, il servizio del debito pubblico, le emissioni dei titoli del debito pubblico. Siamo stati tecnicamente molto bravi, il Tesoro e la Banca d'Italia, in questo senso. Però probabilmente abbiamo sottovalutato il fatto che, a un dato momento, quel peso poteva diventare un macigno che ostruisse la nostra strada verso la partecipazione piena allo sviluppo europeo. Dobbiamo far valere - ha concluso il Presidente Napolitano - tutti i nostri titoli di forza: noi siamo un grande paese, una grande economia, abbiamo non solo una grande storia ma anche straordinarie riserve e energie, capitale umano, capitale imprenditoriale, dinamismo imprenditoriale di cui voi siete un esempio straordinario: è questo uno dei grandi punti di forza del nostro paese, che dobbiamo far valere per riguadagnare credito anche sui mercati finanziari."

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