(ASI) "Viviamo in un momento che vede l'avanzata di una destra pericolosa: un nemico che vuole distruggere questa regione, la nostra democrazia, la nostra Costituzione” ma soprattutto una destra che “vuole distruggere la nostra Europa che è una garanzia di democrazia per i paesi che ne fanno parte e per il mondo intero.

E’ una democrazia che dobbiamo preservare, per questo Elly Schlein sarà per questa regione e per l’Italia intera un faro” perché “dobbiamo ritrovare quei valori che danno dignità al nostro essere umani. Elly è la persona giusta da votare e io ci credo. Così come credo anche nella figura del candidato Bonaccini, che ha fatto cose straordinarie in questa terra, dove le persone accolte non sono un pericolo ma un'opportunità di ricchezza" ha detto Pietro Bartolo, oggi eurodeputato e medico che da anni soccorre i migranti sbarcati sulle coste lampedusiane, all’iniziativa “Terra che accoglie” organizzata da Emilia-Romagna Coraggiosa, ieri a Bologna al Circolo Arci Benassi.

“L’immigrazione è un argomento di cui parla la destra xenofoba, per raccogliere consenso- dice Filippo Miraglia, Presidente nazionale dell’Arci - In questi anni il centro sinistra ha perso le elezioni seguendo la destra o stando zitta: noi questo terreno lo dobbiamo rivendicare con forza” e ancora, l’appello al voto per Elly Schlein “ci hanno cresciuti dicendo di dover contribuire alla democrazia: Elly Schlein si è candidata e sappiamo chi votare”.

"Sono sicura che se Elly Schlein fosse eletta in Consiglio regionale manterrebbe viva l'attenzione sul tema dell'immigrazione, partendo prima di tutto dall'eliminazione della Bossi-Fini e dei decreti Sicurezza" ha detto ancora Amelia Frascaroli, consigliera comunale intervenuta all’iniziativa che ha visto, inoltre, la partecipazione di a Maso Notarianni (Mediterranea), Giorgia Linardi (Sea Watch), Antonella Agnoli di Famiglie accoglienti e Rossella Vigneri di ARCI.

“Gli accordi con la Libia sono stati un errore tragico e l'unico modo per contrastare i trafficanti non è farci accordi, ma creare delle vie legali e sicure per garantire l'accesso a tutti i Paesi europei", dice Schlein, ringraziando e ricordando il lavoro di tutte le realtà' che operano sul territorio, dal Portico della pace al centro sociale Labàs. Al termine dell'incontro, Schlein attacca in modo diretto "la grande iprocrisia della Lega" guidata da Salvini: "mentre io negoziavo per due anni e mezzo la riforma più importante sul tema migratorio (trattato di Dublino, ndr) non ho mai visto ne' Salvini, ne' Fontana, ne' nessun altro leghista partecipare a nessuna delle 22 riunioni di negoziato sulla riforma. Altroché interesse nazionale, stanno facendo i compiti di Orban perché non sono in grado di chiedergli di fare la sua parte. Se oggi la nostra riforma di Dublino non è ancora legge è perché a bloccarla nel consiglio dove siedono i Governi, a bloccarla sono proprio gli amici di Salvini".

“Bisogna avere il coraggio di scrivere politiche migratorie più efficaci, lungimiranti e rispettose dei diritti umani a partire dal completamento della riforma di Dublino. Salvini è un’ipocrita. Sulle peggiori leggi di gestione dell’immigrazione c’è sempre la firma della Lega a partire dal primo regolamento Dublino, dalla Bossi-Fini e dai decreti sicurezza che devono essere al più presto abrogati– ha detto Elly Schlein, candidata per Emilia-Romagna Coraggiosa - Serve una gestione più razionale e lungimirante dell’immigrazione. Una buona gestione dell’accoglienza in piccole soluzioni abitative, in cui ogni territorio fa la sua parte e in una situazione di trasparenza sulla redicontazione dei fondi, con adeguati servizi d’inserimento nella società, porta opportunità importanti anche nelle comunità locali. Quei 35 euro non finiscono nelle tasche dei richiedenti asilo, ma se ben utilizzati ritornano sul nostro territorio, danno lavoro e e contribuiscono alle economie in difficoltà o comuni che si stanno spopolando. Ai ragazzi cresciuti in Italia da genitori stranieri bisogna riconoscere la cittadinanza italiana e il diritto di voto, non si è mai fatta inclusione sociale negando riconoscimento e diritti. Ci vuole intelligenza, ci vuole cuore e non perdere il faro dei nostri valori costituzionali”.

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