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(ASI) “Se fosse confermata la telefonata intercorsa fra Lavitola e Berlusconi e pubblicata da ‘L’espresso’, sarebbe una cosa gravissima.

Il capo del Governo avrebbe quindi incoraggiato la latitanza del faccendiere per salvaguardare se stesso e impedirgli di essere arrestato. E’ indegno che un presidente del Consiglio, invece che incoraggiare i cittadini a recarsi dai giudici per chiarire, ostacoli così manifestamente il corso della giustizia. Perché Berlusconi, che ha affermato che l’inchiesta di Napoli era tutta una montatura, dice a un inquisito di scappare?”. E’ quanto ha affermato in una nota il protavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando.

Anche Felice Belisario, Presidente dei Senatori Idv e componente del Copasir, ha espresso la sua opinione a riguardo affermando: "Se è vero che Berlusconi ha consigliato a Lavitola di restare all'estero, siamo di fronte ad un Presidente del Consiglio che invita alla latitanza un faccendiere su cui pendono pesanti accuse pur di tutelarsi ed evitare che l'autorità giudiziaria accerti i gravi fatti in cui è coinvolto: uno scandalo che, se confermato, impone dimissioni immediate. Berlusconi - aggiunge - non solo si sottrae dai processi in cui è imputato, facendo approvare leggi nel suo esclusivo interesse, ma addirittura consiglia di scappare a chi è accusato di ricattarlo. È evidente che il premier ha molti scheletri nell'armadio che, se scoperti, lo finirebbero di rovinare: per questo attacca i magistrati e tenta di sfuggire alla legge. L'unica cosa che gli interessa è di curare indisturbato i suoi affari, ma - conclude Belisario - suggerire la latitanza a chi ha molte cose da chiarire ai magistrati significa mettere sotto i piedi la credibilità delle istituzioni in un momento di drammatica difficoltà economica, politica e morale".

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